Rassegna storica del Risorgimento

1796-1814 ; DIRITTO
anno <1936>   pagina <537>
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Il diritto pubblico italiano nel periodo napoleonico (1796-1814) 537
il sacro nome d'Italia in tutte le battaglie europee, in tutte le imprese, dalle nevi di Russia, alle fortezze di Germania, alle guerre di Spagna. Spesso confusi con altri reggimenti non ebbero tuttavia ima propria individualità di nazione; ne volle il Bonaparte dare una propria fisionomia all'esercito che pur egli aveva creato; ne mai riconoscere ufficialmente i meriti degli Italiani che si erano svegliati con una rinnovata giovinezza, dopo secoli di ignavia e di abbandono. Napo­leone non -amò l'Italia; e come appare da moltissimi fatti, non la credette degna di stima; mentre i generali e i soldati italiani videro, almeno per un momento, in lui, il genio che aveva rinnovata la vita italiana. Ormai però l'idea dell'unità militare era gettata, i tempi erano maturi per accoglierla e per renderla feconda.
Un ultimo accenno a due argomenti che completano questo rapido riassunto delle mie ricerche: le provvidenze sociali e i diritti pubblici individuali.
Le prime si riannodano, sviluppandone sempre più. il significato e la portata, alle innovazioni del periodo repubblicano. Nella costitu­zione francese del 1793 si legge infatti la ben nota disposizione: I soccorsi pubblici sono un sacro dovere; la società deve assistenza ai cittadini poveri, sia procurando loro lavoro, sia assicurando i mezzi di assistenza a quelli che non possono lavorare . E riguardo agli inabili al lavoro è nota pure la frase del Saint Just: I mutilati del lavoro sono rispettabili quanto quelli della guerra .
Questi principi furono i germi della nuova legislazione sociale della età napoleonica che si svolge in un ampio quadro con le migliori istituzioni vanto dell'epoca nostra. Col Gran libro della beneficenza nazionale, ormai del tutto laicizzata, dove erano segnati i nomi degli inabili al lavoro, divisi in tre categorie: coltivatori vecchi e infermi; artigiani vecchi e infermi; vedove e orfani. Non basta: viene istituito il libretto di lavoro operaio; vengono fondati ospitali, orfanotrofi, stabilimenti di mendicità; lo stesso servizio della sanità pubblica viene del tutto riformato nelle forme odierne; vengono istituite le congre­gazioni di carità. É tutta una febbre di rinnovamento, ottima nelle intenzioni, talvolta nei risultati ancor debole e incerta, che diede fondamento e impulso a istituzioni che non dovevano più venire meno
nei secoli.
Aspetto invece e finalità del tutto diverse presenta la legislazione italiana del periodo napoleonico riguardo ai diritti pubblici indivi­duali. La partecipazione democratica all'attività dello Stato viene sempre più ridotta; la libertà di stampa, per opera di uffici detti della