Rassegna storica del Risorgimento

1796-1814 ; DIRITTO
anno <1936>   pagina <538>
immagine non disponibile

538
Melchiorre, Roberti
libertà dì stampa eufemismo di censura, più non esiste; viene isti­tuito il redattore responsabile per i giornali che dovevano essere proprietà di società per azioni, queste consegnate a persone di sicura fedeltà. Notizie interessanti si possono avere su questo argomento, come pure sul diritto di riunione e di associazione virtualmente soppresso.
Era insomma un regime autoritario, che nessuna libertà aveva lasciato ai popolo nostro, sotto le vane parvenze di ridare agli italiani una patria libera, unita, indipendente. Le rivolte alle autorità locali, le ribellioni alle rapacità dell'invasore, che mirava a spogliare le nostre terre considerando l'Italia quasi una sua colonia, vennero spesso sof­focate nel sangue. Notevoli sono, a tale avviso, le disposizioni riguar­danti i fuorusciti e gli indesiderabili.
A parte tuttavia queste osservazioni che riguardano soltanto l'ul timo argomento, oggetto delle nostre ricerche, dobbiamo certamente inchinarci dinanzi alla grandiosità dell'edificio eretto dal Bonaparte e dai suoi collaboratori. Vi ha certamente un abisso che separa le ultime tracce del medioevo, politico e sociale, dall'età moderna che con la rivoluzione francese ha inizio e che con l'età napoleonica rag­giunge il suo assetto migliore.
Gran parte della legislazione di questo periodo, come nel diritto privato, così pure nel diritto pubblico (per quanto questi più del primo soggetto a mutamenti legati ai politici avvenimenti) ancor oggi per­mane. Modificata, corretta, migliorata, difiìcilmente potrà essere can­cellata, perchè essa risponde ai sentimenti, alle aspirazioni, al carat­tere stesso della gente nostra, che dopo tanti secoli di divisioni e di lotte trovava nel nuovo assetto, al quale giuristi e politici italiani avevano potentemente contribuito, la base prima dell'unità nazionale.
MELCHIORRE ROBERTI