Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <540>
immagine non disponibile

540
Vittorio Ciati
al presente scritto. È naturale che io senta qui il bisogno di rinnovare l'espressione della mia riconoscenza alle due egregie per­sone che con tanta intelligente spontaneità hanno beneineritato degli studi giobertiani.
Per merito loro, infatti, alle 31 lettere date in luce dal Ferraris si aggiungono ora queste nuove. poiché di contro a queste 86 let­tere stanno le corrispondenti 96 del Monti all'amico torinese, super­stiti fortunate in quel sicuro rifugio, che è l'Archivio giobertiano della Biblioteca Civica di Torino, sarebbe utile e bello poter fare come, anni sono, fece con tanta soddisfazione degli studiosi il com­pianto Balsamo Crivelli, pubblicando il Carteggio GiobertiMassari, come fu fatto per quello GiobertiPinelli. In tal modo si procurerebbe ai lettori l'illusione di assistere ad un dialogo epistolare assai interes­sante fra i due amici. Ma non essendo ciò possibile, per ragioni ovvie di economia, tanto più che l'edizione nazionale dell'Epistolario gio­bertiano reclama i suoi diritti, dovrò limitarmi a cogliere e fissare su queste carte i tratti più salienti di quel dialogo, spremendone il succo migliore, cioè, ad offrire larghe spigolature dalle due serie.
Ma prima di far questo e di 'esaminarne brevemente il contenuto ed il tono, sarà opportuno dire qualche cosa intorno al destinatario, l'ab. Monti, e perchè ciò gioverà alla intelligenza di questa silloge epistolare, tanto più che le poche righe che ne scrisse il Ferraris sono insufficienti e perché il nome di questo fido amico del Gioberti non figura neppure nel Dizionario del Risorgimento italiano del Rosi, nonché nella Enciclopedia italiana.
Una fonte singolarmente sicura è il necrologio che ne tessè il teo­logo prof. Giuseppe Parato, che gli era stato collega ed amico e quindi aveva avuto campo di conoscerlo bene, quello stesso che la sorte destinava a succedergli nefl'ufncio direttivo del Collegio nazio­nale di Torino. Il necrologio, scritto l'indomani della morte di lui, avvenuta il 18 dicembre 1869, merita di essere ricordato anche perchè contiene il primo accenno alle moltissime lettere del Gioberti che il defunto lasciava, retaggio prezioso, alla famiglia.X)
i) Questo necrologio vide la luce nel Giornale didattico settimanale di Torino intitolato La Guida del maestro elementare italiano, compilato da Giovanni Parato, fratello dell'autore, nel n. 8, a. VI, del 22 dicembre 1869. Una copia di questo fascicoletto ò nel gruppo di documenti ricordi giobertiani-montiani di proprietà dell'aw. Masera, che s'accompagnano con le lettere. Toccando del Gioberti, il Parato scrisse che esso ebbe sempre sopra ogni altro carissimo il Monti e aggiunge: e a testimonianza perenne della confidenza più intima rimarranno nella famiglia dell'ai. Monti moltissime lettere con cui il grande filosofo e cittadino apriva a lui anche negli ultimi giorni di sua vita, intero l'animo suo .