Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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541
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Vincenzo Gioberti e Von* abate Giovanni Napoleone Monti 541
Nato nel 1809 in Cunico, paesetto rurale del Casalasco, quindi d otto anni più giovane del suo futuro illustre corrispondente, compì con onore i suoi studi nell'Università torinese, conseguendovi la doppia laurea in teologia ed in leggi. Scrive il Parato che nel Collegio delle Provincie, di cui fu alunno, egli strinse sin d'allora i più cari vincoli di amicizia con gli uomini eminenti, che con gli scritti e con le opere, meglio giovarono alle patrie istituzioni e diedero il più efficace impulso al nuovo ordinamento nazionale . Ma tutto induce a credere che, se non l'amicizia, almeno la relazione fra i due s'iniziasse non prima del '30, o in quegli anni, cioè, che il Monti, studente universitario o da poco laureato, potè avvicinare in Torino il Gioberti, laureato fino dal '23 e consacrato sacerdote dal '25 e in questo stesso anno aggregato alla Facoltà teologica e nominato dottore collegiato. E infatti è del 19 luglio 1830 una lettera del Gioberti al Monti, chissà per quali vicende finita nelle mani di Domenico Berti e quindi nello Archivio giohertiano Bruers,1* nella quale, dandogli dell' IIlmo Sig" e scusandosi del ritardo a rispondergli, soddisfa con una cortesia pari alla larghezza di consigli sapienti e di precise indicazioni bibliografiche alle domande rivoltegli dal giovine laureato in teologia che si preparava per l'aggregazione.
Ma dopo quel luglio del '30 dovremo attendere il 15 novembre del '33 per ritrovare nell'Epistolario giobertiano un nuovo indizio delle relazioni fra i due, in una lettera scritta quel giorno dal diacono Carlo Rapelli al Gioberti, ormai esule in Parigi, nella quale vediamo annoverato fra gli amici torinesi salutanti il T. [eologo] aw. Monti .8* Si vede, dunque, che l' Illustrissimo Signore era diventato un amico, fedele e memore anche nella sventura, e, anche nei pericoli, spiritualmente solidale. Altri documenti di quest'amicizia non ci ofire VEpi-stolario a stampa prima del 14 luglio '47, data questa d'una lettera del Gioberti all'amico da Parigi.4) Fortunatamente nella serie delle lettere del Monti all'amico filosofo esistenti nell'Archivio della Civica torinese se ne conserva una, la prima in ordine di tempo, indirizzata,
i) Pubblicata nel voi. I delPEpistotorio, sotto il zi. XIII, pp. 49 e seg.
2) Notevole e notato giustamente prima dal Brners e poi dagli editori dall'Epistolario il fatto che nel P. S. di questa lettera il Gioberti consigliava il Monti di procurarsi e studiare, per la sua tesi di aggregazione teologica sulla grazia, l'opera del Tamburini, cbe dice aindispensabile in quella materia, senza avvertire che essa era Btata posta, fino dal 1790, all' Indice.
Cfr. A. BRCEBS, UArch. giobertiano di D. Berti, nel Giorn, crii. d. fiios. ital., UT, 1922,
p. 175-8.
S) Epistili., I, p. 262. 4) EpUtol, VI, p. 307
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