Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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543
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Vincenzo Gioberti e fon. abate Giovanni Napoleone Monti 543
tranquillo, non cessò di consacrarsi ad opere di carità e di assistenza, assumendosi cariche non lievi, anche come deputato governativo nel Consiglio provinciale scolastico, dove, scrive il Parato, a i giudizi e l'opera sua erano tenuti in quel maggior pregio che ben si merita* vano i suoi studi, la sua bontà e la sua esperienza .
Dal primo esilio fino all'aprile 1849
Com'era da attendersi, la qualità della materia ed il tono di queste nuove lettere non differiscono punto da quelli del gruppo epistolare fatto conoscere dal Ferraris e le une e le altre s'adeguano, naturalmente, per ogni riguardo con quelle correspettive del Monti. Modeste notizie personali, cronaca della vita mutabile dei due amici e degli amici comuni, cronaca che alle volte fa rapide incursioni nel terreno della vita politica di Francia e del Piemonte, ma nella maggior parte dei casi rimane circoscritta nell'ambiente di studi e di rapporti culturali del Gioberti che è come il centro d'un mondo intorno al quale si volgono gli occhi e i desideri del suo corrispondente. Domina in queste lettere un'intimità piena di affetto e d'una confidenza sicura, che per l'Esule era un conforto grande, e nel Monti era fatta di ammirazione e di devozione, sincera anche nelle sue manifestazioni più iperboliche.
Come documenti caratteristici di tutto questo possiamo citare senz'altro le prime due lettere della nuova serie giobertiana, mettendole accanto a quelle sincrone del Monti.
Come s'è detto, il 29 luglio del '44, il Monti, scrivendo all'amico, esule ancora a Bruxelles, affidava la sua lettera alla cortesia del nostro Celotti , il quale in tal modo gli dava occasione di rompere il troppo lungo silenzio, protratto col migliore amico di cui poteva vantarsi. Un silenzio che, se si prendesse alla lettera il passo che segue, si dovrebbe credere durato sino dal '33, cioè dall'inizio del suo esilio; il che sembra, a dir vero, un po' forte ad ammettersi, ma in realtà egli accenna ai più. strani mutamenti toccati al suo Monti in quegli anni passati; dopo la tua dipartita ; nonostante i quali egli non cessò mai di avere e la mente ed il cuore pieni del suo Gioberti .
Ma il comune amico Giuseppe Celotti non ebbe la ventura di trovare a Bruxelles l'Esule amato, il quale il 23 di settembre gli