Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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549
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Vincenzo Gioberti, e fon. abate Giovanni Napoleoni Monti 549
non è voluta, ma né anco capita dai nostri uomini di Stato. Il fato doloroso d Italia non è ancora compiuto; Dio voglia che l'avvenire non sia ancor pHl Brutto del passato.
Non occorre ti esprima guanto godrei a vederti in Parigi. Ma non son sicuro di fermarmici per ora io stesso; dovrò in breve assentamene probabilmente per qualche affare: ciò solo so di certo che non tornerò in Piemonte. Ma quoti differtur non aufertur...
Lettera, questa, importante, non tanto per novità di notizie, quanto come documento d'uno stato d'animo nello scrivente, che se è attestato in altre lettere di lui, come in quella al Pineili del 9 maggio,a) qui è espresso con una pienezza e serenità maggiore, anche nel giudicare la politica del Ministero Delaunay, Pineili non escluso.
Il Monti aveva collocato nell'incartamento delle lettere giobertiane da lui custodite religiosamente, accanto a questa ora riferita, un'altra senza data, firmata Tutto tuo Joanni , cioè l'ab. Giovanni Boglino, il quale accompagnava con poche righe all'amico (All'Illustrissimo e Chiarissimo Sig" M.to R.do H sig* Teologo ed Avvocato D. Napoleone Monti ex Deputato Subalpino. Montiglio per Clinico ). la copia, eseguita della sua migliore scrittura, di un'altra lettera del Gioberti, in data del 30 aprile:
Mio caro Boglino. Le occupazioni e i fastidi m'impedirono sinora di scriverti: ma ho scritto al nostro Monti, il quale ti avrà dato le mie nuove. Io fui qui maravigliosamente accolto da questi signori Francesi e da tutti gli uomini politici di qualche conto: onde puoi immaginarti quanto ne vada tronfio e superbo. Parigi è sufficientemente tranquilla non ostante i tumulti di San Dionigi e di San Martino, dove le sommosse popolari hanno quasi qualità di un morbo endemico e permanente. Tuttavia non mi stupirebbe se all'awicio arsi delle elezioni si destasse qualche maggior sommossa: ma la buona causa non corre pericolo; e i rossi ingialliranno.
Io mi sono scarico irrevocabilmente delle due cariche di Ministro di Stato, e di Diplomatico; e ti sarà facile l'indovinare le cagioni Ho piacere non solo che tu lo sappi, ma che gli altri amici ne siano informati, e si conosca pubblicamente. Addio, mio Boglino, saluta tutti i nostri e voglimi bene
tutto tuo Gioberti.
P. S. Siccome certi giornali vanno a caccia di ogni schiccheratura per istamparla, ti prego, e prego Monti, a non lasciarvi uscir di mano le poche righe che vi scrivo. I I p 30 apr> 47
1) intere di V. Gioberti a P. D. Pindli (1833-49), pubbL eoa prefaz. e note da V. GIAN,. Torino, 1913, lett. CXLV, p. 280.
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