Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI
anno
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1914
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pagina
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241
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I oasi ài Rimini dopo la rimiamone dot J83t 241
ritenersi valido, niente in realtà, il Benvenuti l'aveva concesso in perfetta libertà personale e con tape le attrizioni di legato a latere, non mai revocate, n papa, adnnqne, non perdonava, ma puniva seminando nuovi iòdi, dando voce a nuove querele e a nuove maledizioni contro la Francia traditrice. E l'atto papale era preceduto dall'editto ièl Bernetti del é aprile1 col quale si annullavano gli atti! del governo provvisorio.
Intanto a Bimani le truppe austriache continuavano ad affluire, entrando forzatamente nelle case o nei negozi per rubare * mentre il disagio economico facévasi sentire in tutte le classi sociali per le molte spese incontrate durante la rivoluzione e per il mantenimento dei soldati imperiali j8 tanto che il Vescovo offriva P8 aprile al Comune una somma, per gli urgenti bisogni.*
n 14 il Bemetti emanava un altro editto con cui istituiva una commissióne per inqnirere contro gli autori o fomentatori del movimento per via di consigli, di scritti, di opere5 È aKimini il 25 aprile venivano incarcerati, sebbene per' breve tempo, L. Ricciar-. delli, G. Previtali ritenuti aggressori (insieme con un tal Bossi già arrestato fin dal primo aprile) del carri. Benvenuti durante il suo passaggio per Rimini6 e partivano per l'esilio il colonn. Ruffo,, il capitano Manzini che. aveva'rivoluzionato San Leo e un milanese certo Martinelli.7 Ma non molto dopo la Santa Sede, sia che non volesse andare troppo oltre, sia che temesse di acuire ì dis-
1 G. ViaiNl* óp. cit., pp. 31844-15.
2 QtANQi, 45. I croati erano chiusi e consegnati in quartieri perche veri ladri di professione. GIAKGI* 47 ; e Proteo. dell'Jmm. oom -om.r 26 aprile.
'ìgirtfioo. cSt,, 10 lincilo,
* Protooollo ,óiii.,: :8; apt'i-1'e.
5 A-. VBsr, mvolìixWne di BomafftM 4et Ì0Ì, pp. 689-70 e Viacsi,. op.
òli., pp. 310-17.
r> il. Benvenuta (AroMv. comunaU ìfi Gambalunga, fcit. XXV, ufflsi) veeva già. perdonato; U suoi aggressori. iipapònuowlo/ il t? jwpk t Bairèàg-ftni,. h l'aveva pregato di crederò all'afflizione dalla città intera per-wadlto oltraggio > arrecato alla sua persona reverendissima al suo passaggio jpf 38* mini scriveva che il fatto di pochi non potrebbe certamente attribuirsi alla generalità; d'aUrondo anche quei: podit Orano stati, scussa mmh trascinati daUe oiroostanae ohe aa pèHvorsità di-, onoro *; per cui egli abbracciava, tutti e considerava tutti per suoi figli e fratelli.
* OIANGI, 60 e 51 t.
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