Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <550>
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Vittori Ciati
Naturalmente i due amici dell'Esule, nella loro devozione assoluta, non potevano non approvare e lodare la decisione ch'egli aveva presa,
H 6 giugno il Monti gli scriveva:
Hai fatto bene a dare le tue dimissioni. Tu non potrai mai stare in un Ministero clie non seguiti interamente la tua politica. Se in tanto naufragio di uomini e di cose non si perderà affatto l'amor di patria, se non si spegnerà irremissibilmente il santo desiderio di salvarla, non andrà gran tempo che si ricorrerà a Te come all'Unico che possa e sappia rialzare le abbattute fortune.
E poiché il partito conservatore, per le prossime elezioni avrebbe voluto valersi del suo nome, in tanta meschinità di giudizi e bollore di passioni, e poiché il volgo, con gravissimo danno d'Italia, avrebbe potuto renderlo sindacabile degli altrui errori , il Monti lo consi­gliava a starsene fuori della mischia. Per la cronaca politica parla­mentare egli si limita ad un accenno alle cose dell'Italia centrale : La povera Camera tanto si struggeva del nostro intervento in Toscana; ed ora esser dobbiamo spettatori di un intervento Europeo. Viva la gran parola : L* Italia farà da sé ! .
Due lettere dei nostri corrispondenti s'incrociarono, nella seconda metà di quel giugno, una del Monti, in data del 20, con un'altra del Gioberti, del 22. In entrambe è parola del buon Beppo , il fedele domestico dell'Esule, che aveva lasciato da giorni Parigi per Torino. Mentre il Gioberti ne chiedeva impazientemente notizie all'amico, questi gliene aveva scritto, informandolo che il Ministro Galvagno lo assicurava che l'avrebbe collocato in un ufficio dipendente dai Lavori pubblici. Intanto il bravo giovine s'era adoperato con madama Pogliani la signora presso la quale era alloggiato a pensione il Gioberti in Torino pel trasporto dei suoi libri e d'ogni altra sua cosa nella casa che il Monti teneva in quella città.
Non trascurabili particolari sono quelli che a tale proposito ci fornisce il Monti circa gli oggetti più preziosi che aveva raccolti nel piccolo baule da viaggio: medaglie, astucci, ecc., insieme con pieghi suggellati contenenti lettere private e lettere di S. M. il Re. Di altre lettere trovate nel tiratoio del tavolo sottostante al tuo scaffale , egli avvertiva d'aver fatto un plico, per distinguerle dalle altre sciolte, che, unite in un fascio ben legato, aveva collocate nelle casse dei libri. E proseguiva: Quelle lettere del tiratoio all'odore parvemi concer­nessero fl tuo progetto di sussidio di Toscana. Entro quella cassettina ci avrei anche posto il tuo magnifico album, ma, o colpa sua, o del