Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <551>
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Vina tnzo Gioberti e Fon. abate Giovanni Napoleone Monti 551
baule, non ci può entrare. Io perciò lo involsi ben bene e lo chiusi entro un mio armadio .
La faccenda degli abiti ministeriali lasciati dal Gioberti suggeriva pareri diversi ai due amici devoti che si occupavano di quello sgom­bro: padre Boglino e don Napoleone. H primo suggeriva di chiedergli la facoltà di vendere quelli fra suoi abiti che forse non avrebbe più indossato, mentre il secondo pensava di serbarli a non lontane occa­sioni. Ti scrivo diceva questa idea bogliniana con molto riserbo, perocché, da quel che mi pare, tu tra breve sarai universal­mente desiderato e forse richiesto dai bianchi e dai neri, dai rossi e dai gialli e dagli arlecchini di ogni colore ad assisterci alle faccende e raddrizzarci le gambe . Fra le altre notiziole secondarie, può inte­ressare l'apprendere che la brava madama Pogliani non aveva voluto sentir parlare di rimborsi, era montata sulle furie, protestando che le bastava l'onore di avere ospitato nella sua casa un Gioberti. Non c'era verso di persuaderla. Dal seguito di questo carteggio si viene a sapere che il Gioberti finì con l'accogliere il felice consiglio dell'amico il quale nella lettera presente gli aveva suggerito di ofìrire in ricordo e con una dedica a parte il dono di alcune o di tutte le sue opere ben rilegate. Sono persuaso aggiungeva il Monti che questa testimonianza tornerebbe gratissima ad una signora che è furiosamente innamorata delle tue scritture .
Nella lettera del 22 giugno il Gioberti chiedeva all'amico anche notizie del Massari: Ho inteso dire che il Massari sia in Torino, e scriva in non so che giornale. E egli vero ? Se si trova costi e lo vedi, salutalo mille volte da parte mia .
Due giorni dopo, il 24 giugno, l'Esule, dopo toccato di madama Pogliani e di Giuseppe, inviava per mezzo dell'amico i suoi ringrazia­menti al ministro Galvagno e aggiungeva: Che giudizio porti di lui ? Nel ricordare i mali tratti usatimi da' suoi colleghi e ragguaglian­doli colla lealtà della sua natura, io andai spesso pensando che non ci abbia avuta parte. La presente gentilezza mi renderebbe caro d'essere confermato in questa opinione .
Ma più gli stava a cuore che l'amico facesse annunziare in qualche foglio torinese o nel Saggiatore o in altro ch'egli stava prepa­rando una edizione rifatta della sua Teorica, in tal modo rendendo
i) Accanto alla lettera del 22 giugno ne coiste un'altra, pure di mano del Gioberti, in data dèi 14 giugno, nella quale gli presentava il suo Giuseppe e lo raccomandava, dandone lusin­ghiere informazioni, con un calore di affetto che attesta il buon cuore dell'Esule. Essa incomincia così: Presentatore di questo foglio è Giuseppe Boschi, che torna costi con l'intenzione di fer-marcisi e trovare un trattenimento .