Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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554
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554
Vittorio Ciati
IV.
Gioberti e Pinelli
Come si vede, il Gioberti, esasperato per le accuse che gli giungevano da Torino, accecato dalla passione, si sfoga con l'amico e perde, come gli capitava troppo spesso, ogni misura, nel giudicare fatti e persone, nell'immaginare congiure perfide di amici traditori, avendo sovrattutto la mira contro il già amico fraterno, il Pinelli. Questa è la prima recriminazione del genere che incontriamo della nostra serie di lettere e purtroppo essa avrà un seguito interminabile, con una insistenza, anzi un accanimento che si direbbe il preludio delle innumerevoli e spiacevoli invettive ingiuriose che nel Rinnovamento si ripeteranno sino al fastidio, documenti di una vera ossessione che, di fronte alla realtà storica più obbiettiva, riesce quasi inesplicabile.
Ma già da due settimane, in una lettera del 10 giugno, che è la prima di rraelle pubblicate dal Ferraris, il Gioberti ci aveva fatto udire questa solfa antipinelliana, commentando la notizia pervenutagli che il De Launay aveva lasciato il posto al D'Azeglio nella Presidenza del Consiglio e al dicastero degli esteri :
Sento che il Ministero Azeglio poco sì distingue dal precedente; il che non mi stupisce quando il solo capo è mutato. D'Azeglio ebbe il torto di non mandar a spasso alcuni de* suoi colleghi e in particolare Pinelli la cui inettitudine politica unita alla presunzione e alla pertinacia più sperticata rovinerà di nuovo il paese, come già fece un'altra volta .
E aggiungeva :
Le cose del Piemonte non anderanno mai bene finché non ne sarà affatto rimosso il guastamestiere Pinelli. Io chieggo perdono a Dio di averlo sostenuto il 28 marzo e di aver troppo presto dimenticato l'agosto del passato anno; ma Lo pagato l'errore mio largamente.
E evidente, oltre il resto, che l'Esule esagerava nelle sue accuse contro il Pinelli, ma è strano che egli non si accorgesse che, così facendo e scrivendo (il Pinelli rovina del paese due volte, il Pinelli pressoché onnipotente!) esagerava anche oltre ogni limite credibile,