Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <555>
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Vincenzo Gioberti e Von. abate Giovanni Napoleone, Monti 555
la importanza dell'uomo politico. È lo stesso errore di visuale e di valutazione in cui cadrà nel Rinnovamento,
Ma io mi guarderò bene dal riprendere qui la trattazione del caso Gioberti-Pinelli, al quale ebbi già occasione per due volte di consacrare alcune pagine.** Perciò mi limiterò ad osservare che la bruttura del Pinelli che il Gioberti, con un procedere punto sim­patico, confidava al Monti, sia pure con una discutibile proibizione di ridirla, si risolveva o in un'audace concezione politica, di stile, direi, precavouriano cioè, forse, un tiro da giocare sulla scacchiera diplo­matica alle due grandi potenze, la Francia e l'Inghilterra,3* che, solle­citate dal Governo Sardo ad aiutarlo o con la mediazione o con le armi dalle minacciose imposizioni del nemico vincitore a Novara, davano solo parole, mostrandosi reluttanti, mentre la prima poneva a condizione di occupare nientemeno che Genova oppure in un atto disperato, precisamente simile a fare apposta a quello che, secondo un documento ufficiale pubblicato sessantasette anni sono,3' minacciava di compiere lo stesso Gioberti. Il quale come risulta dal suo dispaccio da Parigi, del 17 aprile '49, al De Launay, sostenendo con calore la causa del suo Piemonte, così ebbe a dire al Barrot, Presidente del Consiglio dei Ministri di Francia: Le sorti del Piemonte stanno nelle vostre mani; se voi spalleggiate le sue giuste pretensioni, potrà tenersi indipendente tra la Francia e l'Austria; ma se lo costrìngete a scontentare il partito nazionale, sarà obbli­gato a gittarsi nelle braccia dell'Austria per resistere ai partiti e conservare i suoi ordinamenti . Al che il Barrot gli rispose che la Francia non vedrebbe di mal occhio un accordo cordiale tra il Piemonte e l'Austria, purché il fine non fosse ostile alla Repubblica .
1) Nella Introduzione alle cit. Lettere Gioberti-Pinelli con l'importante Appendice conte­nente le pagine biografiche del giobertiano prof. De Agostini (Giovacchino) e nel Proemio alle Lettere di P. D. Pinelli a V. Gioberti, Roma, Vittoriano, 1935 - Regio Istituto p. la St. d. Risor­gimento ital., II Serie; Fonti, voi. VII.
2) Della capacità che il Pinelli aveva di concezioni politiche di questa natura, è un notevole documento un episodio tratto dagli Atti parlamentari. H 19 agosto del '48 egli, rispondendo come ministro degli interni al BrofTerio, pronunziava alcune parole che per quel tempo ci paiono fatidiche, predicendo esse lo futura alleanza della Dieta Germanica con l'Italia : L* Italie est en tres bonne barmonie avec l'Allemagne, et une foia libre, l'Italie entrerà dans un commerce tres-grnnd avec elle . Il fatto non isfùggì a P. BELLEZZA, Le prof eòe della indipendenza italiana ne Tja Lettura, luglio 1909, p. 544.
a) NICOM. BIANCHI, Storia docum. d. Diplonu europea in Italia dal 1814 al 1861, voi. VI, Torino 1860, p. 146. Tutti gli altri documenti accennati e sfruttati dal Bianchi confermano la dirittura italiana del Pinelli e la esattezza delle suo lettere.