Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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557
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Vincenzo Gioberti e Poti, abate Giovanni Napoleone Monti 557
Ti debbo dire scrìveva che Galvagno meco si mostrò affezionafcjs-simo a Te, ma ti dirò che tale pure si mostrò il Pinella x> solo che l'uno e l'altro ebbero un matto dispetto che tu non abbi (sic) accettato la pensione del Governo, Con Galvagno su questo proposito non andai tanto pel sottile, ma risposi a Pierino stupire davvero che egli avesse tardato tanto a conoscerti, in quanto a me sarebbemi stato più di meraviglia l'accettazione che non il rifiuto.
Debbo però dirti ad onor del vero, che Pinelli Punica volta che io lo scontrai dopo la tua partenza (or sono venti giorni) si mostrò molto ansioso di tue notizie con segni aperti del più vivo interessamento e di calda amicizia per Te. Insisto su questo particolare per allontanare da Te l'idea, che l'accusa di tedescheria movesse dal consorzio Pinelliano. Io veramente non so indurmi a credere che questa voce partisse dai circoli ministeriali.
Fatica sprecata! Ed è peccato, perchè così il Gioberti come il Pinelli dovevano ricordare, fra l'altro, che nel febbraio di quell'anno il Secondo non aveva esitato, nella sua grande bontà generosa, a sottoscrivere la petizione al Re pel richiamo del Gioberti al Ministero da coi aveva dato le dimissioni. Ed è anche peccato che il Monti, proprio nella stessa lettera in cui aveva cercato di rabbonire l'amico verso il Pinelli, ne assecondasse l'umore antipinelliano parlando beffardamente del matrimonio di Pinelli con Madama Urbano [Rattazzi] e chiedendo da chi farlo benedire se non dal Girci? . Inoltre era una notizia di cronaca evidentemente antipinelliana quella che lo stesso Monti, nella medesima lettera, comunicava all'amico:
Ho veduto giorni 6ono il Curato di S. Agostino {don Vincenzo Ponsatil. Mi dimandò se quella certa Società di Azionisti per le opere tue procedeva ancora. Risposi che io credevo di no. Allora dissemi proporti una Società novissima composta tutta di persone onestissime ed elettissime, col carico di far rivivere la prima. Io ti. incoraggisco a lasciarci fare e se la cosa ti quadra, riscontrami per ulteriormente concertarla col curato.
Com'è noto, il nuovo disegno" fu lasciato cadere ed il Gioberti volle rimborsare fino all'ultimo centesimo tutti i vecchi sottoscrittori.
Che se d'ora in poi non ci occuperemo più di questo doloroso dissidio, non potremo tuttavia esimerci dal dovere di raccogliere le documentazioni più notevoli che di esso ci forniscono le lettere dei due corrispondenti, senza più commentare.
1) In occasione del passo fatto pressa quel Ministro in favore del giovane domestico.
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