Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <559>
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Vincenzo Gioberti e Voti, abate Giovanni Napoleone Monti 559
non abbia ancora imparato a conoscerti ! In tutto ciò che ti riguarda egli è meno da compatire degli altri ) :
Il conte Balbo, reduce da Gaeta, non pare (come mi si dice) molto soddi­sfatto di sua missione. Egli (anche mi si dice) racconta che il Rosmini trovandosi vicino a Gaeta fa posto agli arresti dal re di Napoli, a motivo del suo libro Détte cinque piaghe, giudicato libro pessimo dal clero napoletano. Il conte Balbo dovette prenderne le diffese (sic) presso lo stesso Borbone. Ma questi rispose che il clero napoletano non secondo a nessuno per pietà e dottrina, era rimasto scandalizzato delle dottrine contenute in quei libro. Ma che intanto facendo buon viso alle rimostranze del Conte, prometteva che gli arresti si scontassero in Monte Cassino.
Dopo alcune considerazioni pessimistiche sulle sorti d'Italia in attesa dell'esito definitivo delle elezioni, osservava:
Se ne conoscono già una ventina di risultati]; il partito radicale par avere il sopravvento. Forse per evitare le interpellanze che porrebbero Pinelli in fasti­dio, si dovrà venire ad una modificazione [del Ministero]; e senza l'uscita del Pinelli ogni composizione col partito della opposizione è impossibile.
E quasi queste punte antipinelliane non bastassero, aggiungeva in un Poscritto'.
Ma che cosa vuoi: molti dei moderati continuano a tener Pinelli per un oracolo di sapienza civile. Si sa comunemente che voi non andavate d'accordo, ma si sa da tutti il perchè.
Il Gioberti nella lettera citata del 24 luglio rispondeva:
Le nuove che hai di Roma sono cattive; ma] sottostanno ancora alla verità* Se il cielo non fa qualche miracolo, tienti apparecchiato a cose orrende.
Io già sapeva che la pace non si Boria potuta fare onorevole, e lo scrissi al Pinelli due mesi o tre addietro. Ma pace utile e onorevolissima si sarebbe fatta sin d'allora se si fosse abbracciato il partito da me proposto e approvato da quanti nomini di stato ne ebbero qui contezza. E li dico di più, che l'onor del Piemonte e le sue influenze nell'Italia centrale si sarebbero rialzati a detrimento di quelle dell'Austria. Ma Pinelli fece andare tutto a monte colla sua stoltezza e ostinazione indicibile. Che i Pinelbani ammirino la sua politica non mi stupisce; sapendone essi quanto lui in questa parte; non dico meno: perchè non si dà meno di zero.