Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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561
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Vincenzo Gioberti e Von. abate Giovanni Napoleone Monti 561
occorse di scrivere al Menabrea... Se per caso ti accade di veder esso Menabrea, x> fagli destramente e con bel modo intendere che egli non si apponeva quanto al Ruffini. 2J Egli è usanza che ogni nuovo imbasciatore, 3> ricomperi dal precessore, i cristalli, gli arazzi, le livree e altri simili arredi della Legazione; è usanza, dico, non legge, ma l'equità e la convenienza egualmente le consigliano. Io l'osservai quanto al Ruffini; e gli ho sborsato a tal effetto f, 3400 in circa; credendomi tanto più obbligato a farlo, quanto che egli entrando nell'ufficio aveva similmente indennizzato il marchese Ricci che prima di lui lo teneva. Vero è che per la stessa ragione io dovrei esser rimborsato dal mar-diesino Emanuele di Azeglio, nipote del ministro e mio successore; ma il mar-chesino ricusò dicendo di non poterlo, né doverlo, per essere semplice incaricato di affari. Così io sarò obbligato a vendere gli oggetti ricomperati e a contentarmi del poco danaro che mi riuscirà di cavarne. Questa è certo una faccenda che non appartiene al Ministero, vertendo solo fra me e il mio successore; ma siccome il Ministero mi diede per successore un semplice incaricato di affari, esso è causa indiretta mente del danno che me ne torna.
A proposito della Legazione, qui corre il romore che il Brignole (senza) Sale e Alberto Ricci siano iti a Torino per buscare la carica di cui sono ambiziosissimi. Ora né l'uno né l'altro potrebbero ottenerla senza grave danno o almeno pericolo delle cose nostre.
1) Di questo Menabrea, Leone, sostituto avvocato generale alla Corte d'Appello di Savoia, che era stato incaricato dal D'Azeglio di scrivere la relazione sui negoziati pel trattato di pace con l'Austria, come nota il Ferraris, e della sua pubblicazione sarà ancora parola nel seguito del presente carteggio.
2) L'avvocato Giovanni, che, come inviato dal Gioberti ministro a Parigi, gli era stato predecessore nella Legazione. Cosi ancora il Ferraris, annotando la lettera del 31 loglio '49. Ma la nota è per ogni riguardo insufficiente. L'accenno al Ruffini richiede qualche aggiunta. E anzitutto occorre avvertire che si tratta di un avvocato sui generis, cioè dell'autore del Dottor Antonio. Interessanti documenti sulla sua attività politica di quel tempo pubblicò il CAGNACCI. in G. Mazzini e i fratelli Ruffini. Lettere raccolte e annotate. Porto Maurizio, 1893. Fra gli altri, (pp. 362-66) una lettera al fratello Agostino, scritta da Torino, anzi, dalla Camera, il 23 dicem iure '48, in cui è parola del Gioberti, allora Ministro, che avrebbe voluto mandarlo a Genova come consigliere del Buffa; e un passo di lettera del Gioberti in data 2 gennaio *49 a madama Turner che si trovava in Genova, ospite della madre del Ruffini, nel quale passo è notevole la notizia che esso ci apprende: VOB souhaits sont des ordres: M. Ruffini ira Ministre de S. M. à Paris et non à Londres, puisque il agrée davantage le premier séjonr. Le xoi y a consenti, ecc. ; in fine TI TI a cenno d'istruzioni pel Ministro Plenipotenziario di S. M. a Parigi che dovette essere scritto o dettato dal Gioberti, certo, approvato da lui. Orbene: basterebbe un capoverso di questo importantissimo documento per dimostrare che il Gioberti nelle sue accanite requisitorie contro il Pinelli, reo, secondo lui, di aver pensato a trasformare l'Austria nemica e vincitrice in un'alleata, aveva dimenticato che Io stesso pensiero aveva avuto egli stesso e consegnato in queste istruzioni . Ecco il capoverso: ... Se l'Austria rinunzia a ogni dominio in Italia, essaj pad trarne un'utilità positiva, cospicua, diuturna, mediante una larga indennità pecuniaria, un trattato vantaggiosissimo di commercio, e un'alleanza amichevole che le tornerà più a guadagno da una parte che di perdita dall'altra (CAGNACCI, Op. eh., p. 365 nota).
3) Cosi nell'autografo ; e forse è una forma che risente della parlata piemontese.