Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <566>
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Vittorio Cian
il ragguaglio,1) non potrebbero per modo Veruno omettere questa circostanza; e per essere compiuti nella loro relazione dovrebbero pur dire che tu ti conge­dasti appunto dalla tua carica, perchè il De Lairaay non volle o non seppe accettare nelle debite forme le offerte francesi. Io voglio credere che non potendosi dir tutto, non si dirà niente e lo auguro anche pel bene del paese, che troppo mi dorrebbe tu avessi a rompere una lancia contro loro anche colla certezza della vittoria.
Che il Gioberti preparasse le armi e le munizioni per la grande battaglia nella quale avrebbe rotto tutte le sue lancie, risulta confer­mato dalla informazione che gli dava poche righe più innanzi il suo servizievole amico, annunziandogli che sperava dì potergli inviare fra breve, oltre il resto, alcuni fogli mancanti alla collezione del Bisor-gimento. Peccato che nel suo zelo di informatore sdrucciolasse nel pettegolezzo incitatore di quelle risse deplorevoli delle quali troppe tracce si incontreranno nel futuro libro dell'Esule. Così egli non si tenne dallo scrivere:
Mi spiace che tu non vegga il Fischietto; ne dà delle belle. Un bel giorno vestì il Piselli a mo' di S. Pierino Frate e Martire con la sua palma in mano e si beava guardando una PAX irradiata.
Né mancava di accennare alle elezioni, riservandosi di comuni­cargliene i risultati, quando fossero chiuse. Ma non c'è guari da sperare aggiungeva: Io scrissi ed animai i miei elettori a rivolgere i loro voti sopra un certo Mesena, uomo di buon giudizio e spero che riuscirà .
Invece di una relazione epistolare il Monti si procurò il piacere di fargliene una e, si capisce, largamente commentata, a viva voce, recan­dosi a Parigi. H che dovette avvenire ai primi di ottobre, se il 14 di quel mese il Gioberti gli scriveva, ansioso di aver notizie del l'amico, abituato a viaggiare come una saetta , circa il suo ritorno attraverso le Alpi: Ma il passo più scabroso della tua odissea è tuttavia da fare e temo che le nevi primaticce non te lo rendano penoso e difficile .
i) La relazione documentata, affidata a Leone Menabrea, di cai s'è fatto e si farà cenno più innanzi.
2) Passo d'una lettera, che è la V di quelle edite dal Ferraris. In essa merita pure d'essere rile­vato il passo seguente: Baracco mi scrive chiedendomi se sia vero che io attenda a comporre un libro sopra Finelli. Diavolo I Se io volessi scrivere sopra qualcuno, con tutta la stima che porto al valente ministro, eleggerei un protagonista alquanto più eroico. Accertalo pure che non mi cadde pure in pensiero di scrivere né aopra né contro Panelli, come né anco contro Bozzelli, o Torelli, o Revelli, o Mannelli, o Antonelli, o Montanelli, o Taparelli, o qualsiasi altro dei