Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
<
1936
>
pagina
<
567
>
Vincenzo Gioberti e Fon. abate Giovanni Napoleone Monti 567
Per fortuna, l'amico viaggiante lo aveva prevenuto scrivendogli fin dal 10 da Berna:
... Cóme vedi, il mio viaggio da Parigi alla Capitale della Svizzera può veramente chiamarsi un volare. Fui a Bruxellc, vi rimasi un giorno, partii per Colonia ove pernottai....
E continua descrivendo il suo itinerario. Ma piti di questo c'interessa quest'altro passo:
Nei nostri discorsi col Bertinatti [a Berna] feci una scoperta che per me è tanto importante quanto l'America, cioè che il mss. del tuo Primato trovasi presso di lui. Troppo mi affliggeva il sentire da te che tu non sapevi più dove si trovasse. Chi lo tiene dunque è Bertinatti Giuseppe per grazia tua primo segretario di Legazione presso il Ministro Sardo nella Confederazione Elvetica di Berna. Tu riderai, ma io ne presi nota assai seria...
Ritornato in patria, il bravo abate monferino riprese il suo ufficio di zelante corrispondente, spesso in veste di cronista. Già il 22 ottobre, dando notizia al Gioberti del suo felice ritorno, scriveva:
Accelerai un poco le mie corse, credendo poter arrivar in tempo dell'ultima parte dei funerali [di Carlo Alberto], ma trovai tutto finito. La salma fu ricevuta con tanta pompa e con tanto sfarzo che, se non altro, mostra come i Piemontesi e specialmente i Torinesi, abbiano saputo apprezzare l'idea rappresentata da Carlo Alberto, la nazionalità e l'indipendenza Italiana. Forse non vi ha esempio di principe, che sia stato tanto festeggiato (sic) in morte. Ed in ciò trovaronsi d'accordo tutti i partiti... Non mi stupisce la storia di Baracco, perocché qui vi è una smania di sentenziare di guai! indole saranno ì tuoi scritti futuri. Benedico la mia ventura di non saperne niente, perocché ai tanti che mi chiedono dei tuoi lavori, rispondo in coscienza di non essere in grado di rispondere.
diminutivi politici, conservatori o distruttori del nostro bellissimo paese... . Il Gioberti era in vena di scherzo; ma nell'ironia amara covava il proposito ormai maturato. E sia pure che in un'altra lettera di pochi giorni posteriore a questa, e precisamente del 29 ottobre (la VI di quelle pubblicate dal Ferraris) il Gioberti scrìvesse: La notizia sparsa sui fogli francesi che Pierino [Pindli] dovesse avere per successore la damigella [Rattaszi} mi aveva sbigottito, perche tal combinazione poco dignitosa avrebbe non poco indebolito il nostro governo, e fatto ridere il mondo collo spettacolo di un ministero ermafrodito.;. Ho recitato il Laudate Deum ornanti gente* per la morte ministeriale di Pinelli, che io reputo innocentissimo in fatto di politica e non briccone conforme all'accusa che Baracco gli ha data . Ma è da chiedersi se seri" vendo quest'ultime parole il Gioberti fosse sincera o facesse dell'ironia maliziosa, essendo nota la simpatia del Baracco pel Pinelli e il suo dissenso, dall' atteggiamento aspramente antipi-neQiano dell'Esule.