Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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568
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568
Vittorio Cian
Circa la situazione parlamentare il tono dell'informatore torinese s'è fatto meno pessimista.
Al suo ritorno aveva trovato la Camera <t assai più moderata che non fosse alla partenza, anzi vi domina scriveva uno spirito di conciliazione che farebbe onore alla opposizione . Riferisce la voce raccolta sulla causa della caduta di Pinelli , che si attribuiva ad una officiosa interposizione dei membri più chiaroveggenti della sinistra Cornerò, Rattazzi Lanza e Buffa, che sarebbero andati dal D'Azeglio per far cessare l'antagonismo che regnava tra la maggioranza ed il Governo .
Una longhissima lettera del Gioberti, in data 9 novembre, alla quale accenna il Monti, in principio della successiva del 15, è probabile sia andata dispersa; ma dopo esser giunta a destinazione. Ciò infatti si può facilmente desumere dalla lettera del 14 scrittagli dal Gioberti, la quale ha tutto il carattere d'una risposta su ragguagli che non hanno riscontro nelle altre lettere superstiti. Fra questi ragguagli ve n'ha che riguardano personalmente il bravo ab. Monti, e si leggono nel principio della lettera, che ci fa sentire una delle frequenti battute del pessimismo giobertiano:
Carissimo. Mi rallegro, infinitamente della tua uscita dalla Camera, perchè il cuore mi dice che, se la fortuna non ci aiuta in modo straordinario, cotesta commedia politica non avrà buon esito. Mi rallegro eziandio del tao impiego, ma non già teco, sì bene col Collegio che ti acquista, coli'Aporti che ti elesse; a coi farai pertanto le mie congratulazioni cordiali per questo fatto, e se ben si tratta di te, ti prego a non preterirle.
Ma in questa medesima lettera c'è dell'altro che merita d'essere riferito. Anzitutto il passo nel quale, dopo aver ringraziato, per mezzo del Monti, l'amico Boglino delle cure prese, della lettera scrittami, dei fogli speditimi e il Massari dell'avere opposta la mia difesa contro il volgo pinzochero e pretino , aggiungeva:
Di* al primo che in occasione della lettera comunicatami, scrissi al tipografo di Capolago, proponendogli la ristampa della mia Teorica, giacché non ho ancor preso impegno con alcun libraio di qua.
Segue un'ambasciata e insieme un monito affettuoso all'indirizzo del buon Boglino e del Lisio che dal generico finisce con un in cauda venenum, non difficile a cogliere ai giobertisti che ricordano certe temerarie puntate contro il nuovo Re fatte conoscere da