Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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569
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Vincenzo Gioberti e Fon. abate Giovanni Napoleone Monti 569
Edmondo Solmi e che hanno riscontro in alcune note pagine del Rinnovamento. Ecco il passo di cui è parola:
Boglino è troppo buono. Crede troppo alle parole di parecchi conservatori, che varian le parole secondo gli udienti, e mi si mostrano affezionati, ma solo co' miei amici: veri gesuiti di tre cotte o vogliam dire di emartro voti. H Lisio è galantuomo; ma egli fece opera superflua a lodarmi presso quel tale,:) il cui giudizio sul mio conto non m'importa nulla, e il cui procedere mi ricorda quel testo di Orazio: progeniem vitiosiorem.
Che il Gioberti, sempre inacerbito e irritato, meditasse fin d'allora e preparasse la sua grande difesa, che doveva diventare un contriburo prezioso di storia e insieme un'offensiva personale, è confermato dal desiderio ch'egli manifesta all'amico Monti verso la fine di questa lettera:
Sarei molto curioso di sapere al preciso qual sia il dissenso corso tra la Commissione [d'inchiesta sul disastro di Novara] e il gen. Bava, la cui uscita dal Ministero in questi tempi mi spiace assai. Il colonnello Monti [fratello del Nostro] potrà ragguagliartene...3)
La lettera che segue quest'ultima, è del 26 novembre e precede di soli due giorni quella che nella serie pubblicata dal Ferraris ha il n. VII. Di notevole è in essa il giudizio tagliente sullo scioglimento della Camera Subalpina e sulla situazione politica:
Dò interamente il mio voto allo scioglimento della Camera. Meglio tardi che mai. Un'assemblea così inetta non meritava altra sorte. E quei magnifici discorsi di Buffa, Rattazzi, Cadorna? Oh ragazzi, ragazzi, ragazzi! Ora portano la pena delle loro fanciullaggini. Ciapa lì.3) Cosi non l'avesse già portata il paese!
1) Re Vittorio.
3) li fratello del Monti, Francesco ClodOveo, nel Calendario getter, del Regno pel '52 figura come reggente la Divisione Leve al Ministero della Guerra.
Curioso, a proposito dell'" opera superflua fatta dal Lisio, che nella lettera del 15 novembre che s'incrociò con quella del 14 del Gioberti, il Monti gli scriveva: I tuoi fondi aumentano tutti i giorni. Nella pubblica opinione acquista pure grandemente il nostro Re Vittorio. Tatti quelli che lo avvicinano ne rimangono incantati . Il che era in assoluto contrasto col giudizio espresso dal Gioberti mediante la citazione oraziana.
3) Questo ciapa lì che occorro in altre di queste lettere (cfr. la XI e la XIV di quelle pubbl. dal Ferraris), doveva essere un intercalare frequente sulla bocca del buon abate Monti e ora quasi del tutto scaduto dall'uso che il Gioberti, nei momenti di buon umore, si divertiva ad adoperare nelle sue lettere e a far suo, per un'amichevole canzonatura.