Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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570
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570
Vittorio Clan
Non priva d'interesse politico è la confidenza a cui il Gioberti si lascia andare nella seconda parte della lettera, aggiungendo all'amico la raccomandazione di non farne parola con nessuno:
Ricevetti l'altri'ieri una lettera del Menabrea colla quale mi chiede il mio consenso per la stampa di un sunto della mia Legazione da stamparsi dal governo in un Ragguaglio storico dei negoziati corsi per la pace. La lettera'era cosi complimentosa, così elogistica, che mi diede sospetto di un tranello, Lalet anguis in herba. Credetti Lene di scrivere direttamente ali*Azeglio, dicendogli che il governo è padrone di far ciò che gli piace: ma che se la relazione sua non sarà compiuta, io ne stamperò subito una dal mio canto, la quale sarà compiutissima. Ora egli è impossibile che co' miei dispacci al Delaunay si faccia un rapporto compiuto; giacché la proposta essendo stata subito rigettata, quelli non contengono che il primo enunciato dell'idea in modo generalissimo. Del resto feci parola al Pinelli, e più particolarmente al Gallina t quando venne qui plenipotenziario. Perciò se il governo pubblica o in disparte o nella Gazzetta un sunto qualsivoglia della mia legazione, ti prego mandarmelo subito per la posta, affinchè io possa stampare immediatamente quello che occorre.
È chiaro che la passione politica, coi crucci delle traversìe recenti e presenti, riafferrava sempre più l'Esule; il quale seguiva gli avvenimenti con occhio ansioso e intorbidato appunto dalla passione. Di questo stato d'animo si fanno sempre più frequenti i segni in queste lettere, ma il documento più grave del pessimismo ingiusto a cui il Gioberti giungeva nei suoi giudizi in quello scorcio del triste anno 1849, è in una lettera del 28 novembre che è la VH del gruppo Ferraris, dove si accenna al proclama di Moncalieri, così:
Ho letto poi il proclama, e a dirti il vero, non mi finisce, perchè scritto in tuono troppo saputo e arrogante; stana bene se chi lo sottoscrisse avesse la barba bianca e una lunga sequela di meriti col paese. Ma la dissoluzione [scioglimento] della Camera è ottimo provvedimento, purché il Governo sappia cavarne partito a corrispondere sulle altre parti; di che, a dirti il vero, ho qualche dubbio. La riforma della legge elettorale è inevitabile, e io l'avrei fatta subito, perchè il mandare i rimedi necessari in lungo è sempre pericoloso. Ma che vuoi? Per quanto io mi sforzi di sperare, mi pare impossìbile che Io Statuto sia per allignare in Piemonte e averci lunga vita!