Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <572>
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572
Vittorio Clan
Già in una lettera precedente, del 10 dicembre (la Vili della serie Ferraris), aveva espresso questa sua impazienza con parole che tradi­vano anche l'oggetto principale della sua manovra liberatrice, e dei suoi scherni, nel nome d'un santo diventato ormai la sua bète noire; Aspetto con ansietà la nota dei soscrittori superstiti e di sapere se l'ultima annata usci dalla borsa di San Pierino , cioè se il Pinelli (Pier Dionigi) avesse sborsato la quota dell'ultima annata. E quasi per temperare l'impressione che queste parole potevano fare sull'ani­mo del buon Monti, aggiungeva: Persuaditi, mio caro Monti, che l'onor mio vuole che io saldi tal conto al più presto. Se tu sapessi ciò che i Pinelliani dissero in questo proposito! Io non oserei né ripeterlo a voce, né scrivertelo .
Evidentemente, c'era qualcuno che, a tristi fini politici, per semi­nare discordie proprio quando era maggiore il bisogno di concordia, aveva avuto il perfido coraggio di sorprendere la buona fede del Gioberti, insinuandogli chissà quali calunnie sul conto del Pinelli e dei suoi amici, ferendolo nel suo orgoglio, aizzandolo a compiere quelle sue vendette politiche che, per fortuna sua e nostra, riuscirono, in parte, anche una vigorosa rivendicazione personale e storica e insieme un monito solenne per l'avvenire della Patria.
(Continua)
VITTORIO CIAN