Rassegna storica del Risorgimento
TOMMASEO NICCOL? ; POERIO ALESSANDRO
anno
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1936
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pagina
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580
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580
Raffaele Ciampini
la sua fede e le sue speranze, un documento assai interessante sulla vita Interna del Tommaseo. Ora, mentre vi sono accenni affettuosi alle persone che a lui furono veramente care, al Capponi, al Rosmini, al Manzoni, al Vieusscux, all'abate Stefani, e l'arrivo di una loro lettera vi è notata come una consolazione e un conforto, del Poerio vi si parla, durante il 1834, soltanto con accenni distratti e fugaci (è bene per altro osservare che manca tutto un quaderno, che conteneva il diario dall'8 agosto al 14 novembre); due volte il Tommaseo si bisticcia, e sembra vivacemente, con il Poerio, del quale dice, alla data 16 gennaio '35: a e* mi si mostra basso e barone; e infine quando il Poerio lascia Parigi il Tommaseo non ne fa neppure menzione nel BUO diario, e, almeno nella parte che ho ricostruita e trascritta finora, non parla più di lui, e nulla dice delle lettere che Alessandro gli mandava, per quanto fossero spesso assai lunghe e piene di affetto.
Amicizia, dunque, da parte del Tommaseo, solo in quanto e perchè (almeno cosi sembra) il Poerio era un po' il suo figlio spirituale ed egli poteva prendere con lui atteggiamenti, che non gli dispiacevano, di maestro. D'altra parte del Poerio apprezzava molto la poesia. Sono frequenti, nelle sue lettere, le esortazioni ad Alessandro perchè non si lasci abbattere dal male e lavori di lena. L'accenno che ha fatto di lui e dei loro colloqui nelle Memorie Poetiche è noto. Non è noto invece questo accenno fugace del Diario inedito già citato: Discuto di poesia col Poerio, e c'imparo . E non sono note, perchè inedite, queste parole scritte a Carlo, il fratello di Alessandro, il 25 aprile del '63, a proposito di una edizione completa delle Poesie di Alessandro, che Carlo aveva in animo di fare : Io, per quel po' che m'intendo di versi e di prosa, e per quel sentimento che credo d'avere della letteraria e civile dignità, posso affermarvi ebe tale raccolta onorerà non solo il diletto defunto, ma tutta la famiglia di lui, e la patria .1'
neppure è noto l'interessamento che egli prese negli anni fra il '60 e il '70 alla edizione delle poesie che Saverio Baldacchini aveva in animo di fare, dopo accordi presi con Carlo: edizione alla quale appunto si riferiscono le parole a Carlo Poerio dell'aprile del '63. In una lunga lettera al Baldacchini di quei giorni, il Tommaseo gli dava tutte le istruzioni e le indicazioni necessarie. Già da più. anni, egli dice, intendevo io scrivere d'Alessandro; ma sempre intendevo d'avere quei fogli che il Pepe inviò da Venezia alla madre, e che fino al 1860 rimasero, al dire di Carlo il fratello, nascosti in luogo ignoto a chi ne avrebbe forse fatto mal uso, ma di dove non era prudenza ritrarli. Ne chiesi poi indarno a esso Carlo, il quale non mi fece risposta di ciò: ma ora mi è grato saperli affidati alle cure di Lei... . Infatti, proprio Alessandro Poerio aveva
1) Carte Tommaseo, presso la R. Biblioteca Nazionale di Firenze, pacco 114. Si veda anche, nelle poesie del Tommaseo, il bel sonetto a Carlo Poerio (p. 68, ed. Le Mounier).