Rassegna storica del Risorgimento

TOMMASEO NICCOL? ; POERIO ALESSANDRO
anno <1936>   pagina <586>
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586 Raffaele (Rampini
Della salate io sto tuttavia poco bene. Scrissi un Duca d'Atene, il quale non si stampa* e Dio sa quando voi lo vedrete. Poi altri versiceli Ditemi intanto il parere de* primi.
Il Baldacchini è buon giovane ed ingegnoso, e (quel che è più) virtuoso, a quanto sento; ma nel sacro collegio de' pedanti potrebb'essere cardinale.
Se avete articoli di sinonimi da mandare, indirizzate ogni cosa al Vieusseux. Voi potreste scrivere una distinzione sola; per esempio tra versificatore e poeta: tanto perchè il mio libro sia lieto del nome vostro. In quel che voi dite de' vostri versi è troppa modestia.
Se vi risolvete a stamparli, mandateli tutti copiati per bene, perchè tra le molte varianti, scrittemi in lettere varie, non sarebbe facile scegliere. Piaccvami più. in lui pose radice. Lieti va meglio di ciechi. La quinta è mutata in meglio. La sesta mi pare imbrogliata un po'; l'ultima ben corretta {Segue un lungo elenco di varianti).
La mia critica è troppo arrogante e importuna. Non le badate, ma l'esempio suo faccia men parca la vostra BUI versi miei.
Amate il vostro aff.mo Tommaseo.
POEBXO A TOMMASEO
11 aprile 1839. Carissimo Amico,
Privo di vostra risposta a tre mie lettere, come seppi ch'eravate in Corsica sperai compenso a così lungo silenzio, ma vanamente sperai; né da circa due anni a questa parte ho mai saputo di voi da voi stesso, ma sempre da altri. Ora, scrittomi dal Vieusseux de' travagli di salute che state soffrendo, non voglio tralasciare di dirvi quanto io di ciò m'addolori, e di chiedervi diret­tamente vostre nuove che aspetto con impazienza, e spero tali da tranquillarmi.. ,
. .. Come in me dura e non verrà mai meno l'amicizia verso di voi, così giudico esser della vostra verso di me. Io non potrò mai dimenticare il tempo vissuto in Parigi in cosi dolce consuetudine e conversazione con voi, carissimo amico, e nella noia della vita che ora meno in Napoli, quella rimembranza mi è grandissimo conforto ...
TOMMASEO A POEBIO
Montpellier, 28 aprile 1839. Caro Poerio,
le tre ùltime vostre non ho ricevute. Per chi mandate mai e dove? Voi mi sapete sollecito nel rispondere: io so che fai l'ultimo a scrivere. Dal novembre del trentasette sono stato in Bre­tagna. *) Dall'agosto del trentotto a Bastia; da un mese son qui. D resto della mia lettera a Donna Lucia.2) E il lamentarmi che io feci a lei del silenzio vostro, v'è prova che le vostre ultime mi mancarono. E se portavano versi, più me ne duole. Stavo appunto a questi giorni leggendo quelli che ho meco di voi, e compiangevo meco stesso l'ozio del vostro ingegno. Perchè non dare alla luce (e luce sarebbe) quelli che trattano argomenti o morali, o nobilmente amorosi? Sapete ch'io non vi darei consiglio né perfido né piaggiatore.
Su qual letto andrò a coricare le ossa mie umiliate non so. Ma le vostre lettere voi mandate al Vieusseux, che me le farà capitare dove ch'io sia; le quali mi verranno carissime sempre. E ditemi degli studi e delle noie e de' conforti e de' propositi vostri. Fate d'avere il primo volume almeno de* miei nuovi scritti stampati a Venezia, il qual contiene le Memorie poetiche, dov'è
i) Era stato a Nantes, professore in un istituto privato.
3) È donna Lucia de Thomasis, che il Tommaseo aveva conosciuto a Parigi, mandatagli dal Poorio. Mori nel '58, di 65 anni, e il Tommaseo ne fece grandi elogi nel volume a La donna a. Il Tommaseo parla spesso di lei anche nel suo diario medito.