Rassegna storica del Risorgimento
TOMMASEO NICCOL? ; POERIO ALESSANDRO
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1936
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Raffaele Ciampi ni
Della salato, ora bene. Mi concedono il transito da Firenze; domani me ne porto per Lo ni' bardia; di 11, un mese in Dalmazia, quindi a Venezia so intoppi non. seguono; e poi Dio sii dove. Napoli non spero. E vorrei rivedervi, e ripigliare i colloqui che mi consolarono.
Delle sventure vostre domestiche mi duole assai. Unico conforto gli è il profittarne per migliorare noi stessi, e farci più desti a compiangere al dolore altrui.
Non vi affaticate a fare smaltire esemplari de1 poveri scritti miei; io lascio andare l'acqua da sé, e tanto va.
Voi fate male a svogliarvi dell'arte. Guardatela come strumento del vero, e le difficoltà vi si faranno vincibili e la modesta diffidenza sarà nuov'ala all'ingegno. Se io non isperassi di voi, sapete che non userei tali parole che pur non dicono tutto il bene ch'io sento, coro Poerio, di voi.
Scrivo in fretta, perchè sulle mosse, e questi signori, concessemi quarantottore, e prolungatele a dieci giorni, non vogliono sentir più. ragione. Né io vo* bussare.
A D.a Lucia scriverò di Milano. Le mando intanto questi versetti da dare alla Strenna
s'ella e voi li approvate, e se a que' signori la non par cosa teologica oltre a quel che Strenna
comporti.
Scrivetemi, addio. Vostro affano
Niccolò Tommaso.1)
POEBXO A TOMMASEO
Napoli, 7 settembre 1839. a) Carissimo amico,
.... ; .Da parecchi, senza sapermene dire il netto, mi si accenna dover voi
in breve tornare in Firenze. Ciò mi piacerebbe moltissimo, e per la vicinanza in cui saremmo, rispetto alla distanza assai maggiore che ci ha finora divisi, e per l'antico e geniale vostro soggiorno che verreste a racqnistare, e perchè mi gode l'animo sol nel pensare alla vostra conversazione e dimestichezza con Bista e con Gino. E dato che foste in Firenze, non vi entrerebbe addosso per avventura la tentazione di fare una corsa a Napoli? Io non so dirvi quanto mi sarebbe coro il rivedervi, e direi il rintegrarmi in voi. Mi dorrebbe soltanto di avervi spettatore di molti pettegolezzi letterari che corrono pe' giornali, per le veglie, pe' caffè, con amaro
1) A questa lettera del Tommaseo segue, nel medesimo foglio della copia, una lettera del Vieusseux al Poerio, della quale riporto la parte più interessante:
Mio carissimo Alessandro
giacché l'amico Tommaseo me ne lascia la facoltà, rispondo qui olla vostra carissima. L'acclusa ho avuto la consolazione di consegnarla in proprie mani. Tommaseo sbarcò a Livorno il di 8 stante; sbarcò si può dire nelle mie braccia, ed io lo condussi subito qua; ce lo siamo goduti fino a iersera: questa mattina egli è partito alla volta di Milano, daddove come ben potete pensare aspetterò la Bua prima lettera con grande impazienza; imperocché dal ricevimento che gli verrà fatto da que* signori si potrà giudicare del buon avvenire, Qui l'accoglienza è stata eccellente sia per porte del Buon Governo, sia per parte del Ministro Imperiale. Alla consolazione di riabbracciare l'egregio nostro amico, si unisce quella di averlo trovato, apparentemente almeno, in ottimo stato di salute, sempre vispo, attivo, e capace di ristorarsi con dieci ore di sonno delle sue fatiche intellettuali
Siamo quasi alla vigilia di vedersi aprire il Congresso Scientifico di Pisa. Ora si tratta di sapere se verranno o non verranno i vostri scienziati; io spero in Dio che si; il caso contrario sarebbe cosa penosissima per tutti. E voi altri del Mezzodì dell'Italia, vorreste voi lasciare a quelli del Nord il vanto di aver Boli composta la riunione? Vostro aff.no
Vieusseux.
2) D Croce, p. 186, ne ha pubblicato soltanto poche righe.