Rassegna storica del Risorgimento

TOMMASEO NICCOL? ; POERIO ALESSANDRO
anno <1936>   pagina <591>
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Alessandro Poerio e il Tommaseo
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TOMMASEO A POEBIO
21 - Venezia *42 (aie). Caro Poerio,
Tardi rispondo alla vostra dell'ottobre carissima; ma col onore avevo già.
Né a me Fede e Bellezza piace in tutto, forse meno che a voi. Ma bruttata di danaro non direi la donna eh'è venduta, non vende so, e non tradisce.
Delle altre cosuccia mie, se leggete, desidero il vostro sentire schietto, del quale fo grande stima.
Vi spero riavuto, e vi auguro salute e pace operosa. Ubbidisco del non istampare i versi vostri, ma a malincuore, confesso. Due soli componimenti, come incorporati ad uno scritto mio, levare non posso, ma il nome taccio. Stampate voi i versi vostri, e non limate troppo, che riesce maniera affaticata e contratta. Fate del nuovo, e potete. Ve lo assicura chi non ama ingannare, e chi ha della poesia, se non l'uso, il sènso almeno.
Io sto, con le Scintille, stampando conti popolari toscani, corsi, greci ed illirici; e le due prime porti son fuora.
Rammentatemi, ecc.. v. o affano
Tommaseo.
Nervesa al Bosco del Monte, 24 aprile '42. Caro Poerio,.
E il nome tacerò del poeta, e ogni indizio. Godo che voi facciate: ma prego non sia lirica astrusa. Conciliate (e potete) dignità ed evidenza.
Godo che il fratello vi sia conservato. So ch'egli è buono. Io son qui per gualche giorno a scrivere qualcosnccia di più mio che quello che si può fare in città. La De Thomasis vi mostrerà qualche verso. Ditemi se quella maniera di sciolto reggo.
Amatemi,
V.P- Tommaseo.
10 maggio (18) 42 - Venezia.J) Caro Poerio*
ho avuto nel medesimo di le due vostre del di trenta ottobre e del trenta d'aprile. 2) In Italia il presente e il passato si confondono in assai cose in modo amaro. Giano è nume italiano; e se le cose duran così, invece di Giano porremo un gambero.
Grazie delle cose notate intomo al Corali, il quale pare fosse poi viceré di Sicilia. Vedete. Le non sono indagini mie, ma d'un mio maestro di greco moderno, al quale in riconoscenza io traduco le vite de' Cefoleni illustri; lavoro tedioso, ma debito olle cure di lui. Codesto non fa ch'io non sia uno scellerato finito.8)
1) Il Croce, p. 193, pubblica soltanto l'ultimo capoverso.
2) La lettera del 30 d'aprile lascio inedita, perchè di scorso interesse.
3) Non sono sicuro che debba leggersi Corul'ì, e confesso di non sapere chi fosse. H Tom mosco aveva chiesto notizie al Poerio su questo personaggio e Alessandro, con la lettera già citata del 30 aprile, gli dava notizie in merito. In quanto alle Vite dei Cefoleni, v. Carteggio Tommaseo-Capponi, H, p. 198, n. 3.