Rassegna storica del Risorgimento
TOMMASEO NICCOL? ; POERIO ALESSANDRO
anno
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1936
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pagina
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592
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592 Raffaele Ciampini
Delle Scintille ho già detto. Ma come mai in que' disgraziati versi, come mai leggere affannato voi! Quante belle cose mifaroano dire gli editori delle mie innumerevoli opere postarne. Io scrissi appannato: ma veggo che del velo non va. Meglio forse ingrossato o raffittito. Dite*
Quel che nella vecchia lettera dell'aprile mi dite di Fede e Bellezza, mi appaga più che se fossero semplici lodi. Non crediate che quella né veruna altra cosa mia a me soddisfaccia. E se stampata non fosse, non la stamperei. Non già che in lei sicno le ignobili cose che certe anime ignobili ci hau lette dentro.
Io venire costà, difficile. Ma voi dovreste rivedere la Toscana e vivervi due mesi dell'anno in campagna che vi gioverebbe e alla salute ed al cuore e all'ingegno. All'ingegno, più che Sofocle e Senofonte. Badate a ritemprarvi nella schietta natura. L'Arte per ischictta che sia, è pur arte né la schiettezza s'imita. Addio di cuore.
V. Tommaseo.
23 settembre 1842 - Venezia Caro Poerio,
Mi duole che la mia co* Salmi i) giungesse importuna. E mi dnole del male di vostro padre: ma lo spero finito. Le osservazioni mi paiono rette se non che giunsero che il libro era a stampa! tanto poco intend'io i precetti d'Orazio. Ma certo correggerò. Soscrittori non mendicate prego; che né a voi s'addice, né a me. Ditemi degli studi vostri e crediate allo affetto del
V. Tommaseo.
P. S, Col mezzo del Vieusseux possiamo scriverci spesso e sicuro. Salutatemi caramente la buona D.a Lucia ringraziatela tanto in mio nome. Le scriverò.
POERIO A TOMMASEO
Napoli, 10 gennaio 1843. Carissimo amico
non vi ho scritto da un pezzo in qua perché sono stato in continuo travaglio d'animo per mio padre ricaduto più gravemente, cosicché nell'ottobre dell'anno scorso i timori soverchiavano di gran lunga le speranze. Ma la robustezza della sua complessione e l'uso di efficacissimi rimedi Io ha salvo. Per vero dire é tuttavia convalescente ma a primavera è da sperare con fiducia che racquieti l'intera sanità... Potete immaginare, o, per dir meglio, sentire voi che tutti gli umani affetti sentite con tanta profonda verità, come io sia stato d'animo sotto questa minaccia della più dolorosa fra tutte le sventure. Oro mi vo riavendo da tanta percossa ma ne sono ancora languido e stanco.
Non so come vi potesse cader dalla penna quella raccomandazione di non mendicare associati alle nuove opere che siete per pubblicare quasiché io potessi non esser geloso custode della dignità vostra e della mia propria. Io credeva che meglio e più addentro mi conosceste. Altro
non ho fatto che distribuire un certo numero di manifestini datimi da D.na Lucia,
.... .Mi domandate degli studi miei. Che dirvi? Poveri essi sono e troppo vari, e poco perseverante e quel che é peggio, sconnessi, e non danno neppnr quel poco frutto che pur si ricava dalla
l) Con breve lettera dell'8 giugno, che non riporto il Tommaseo aveva mandato al Poerio parte dei Salmi tradotti, chiedendogli un giudizio.