Rassegna storica del Risorgimento
TOMMASEO NICCOL? ; POERIO ALESSANDRO
anno
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1936
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pagina
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593
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Alessandro Poerio e il Tommaseo
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continuià doli attendete a qualeivoglia cosa. Io eon colui in cut pensier rampolla sovra pensier, col rimanente. Della lirica, alla quale non so 6e avessi disposizione da natura, ma certamente ebbi sempre inclinazione di volontà, la difficoltà somma mi spaventa, e non no scritto nulla che a me soddisfaccia, né mi pare che gli altri debbano o possano esser più contentabili di me. Pure, dal Poeta, dal Dandolo e dal Parlamento in poi che conoscete, ho rifatto il Ferruccio, e scritto il Tommaso Campanella in 86 ternari (metro da voi condannato) ed un centinaio di sciolti, ed alcuni brevissimi componimenti rimati. Temo che in tutti questi sia poca poesia, benché gli abbia scritti (come suol dirsi) di vena, e ritoccati e limati con quella maggior diligenza che ho potuto adoperare. Ma forse la vena era fangosa, ed il lunare assiduo ciò che ha poca sostanza lo fa più tenue e lo sforacchia invece di levigarlo. Insomma i miei versi sarebbero degni di queste strenne che vanno attorno con mediocrità cosi baldanzosa, e dove non so perchè si trovi tratto tratto * vostro nome. Forse per cristiana umiltà volete andare in mazzo con costoro.
Rotto e spiegato il mio lungo silenzio, scrivetemi subito e con ampiezza. Voi di mente sempre operosa e che seriamente esercitata, dalla varietà prende forza, eia forza in nuove cose distende, avete di che abbondantemente scrivere e confortare la mia nullità. Io per contrario lento, infingardo e scontento di me, non per umiltà, ma per impotenza, che posso dirvi, o carissimo, se non che de* molti miei dolori non è l'ultimo esservi lontano ?
v. aff.mo Al. Poerio.
TOMMASEO A POERIO
19 gennaio 1843 - Venezia. 1) Caro Poerio,
godo che a voi cessati i timori; ma già sapete che il dolore è hi legge degli affetti e l'ordine della vita. Alla buona D.na Lucia ho scritto già.
Ma gli studi vostri, perchè non perseveranti, perchè non diretti ad un fine? Che vieta? L'affetto delle minute perfezioni dello stile in voi nuoce ad impeti che pur da natura avete. Vho detto già che la lirica storica a me pare genere di per sé freddo e non correttibile da ispirazione nessuna per veemente che sia. Tentate, prego, la narrazione e il dialogo. La terzina, siccome ogni metro, è rigenerabile; ma moltiplicare le difficoltà non mi pare che giovi Insomma, voi potete e di molto. Sapete ch'io non ho né abito né cagione di adulare veruno. Credete a me, credete a voi stesso, ed alla potenza del vero, che infiamma ed inspira.
Letti i Salmi, z) ditemene particolareggiato il parer vostro. In strenne io non istampo cose mie, se non per debito di riconoscenza a favori ottenuti e sovente ad altrui prò' più che a mio. Il volume novello dell'educazione è inen verboso del primo, ha forse idee di più uso agli studi nostri. Nel terzo degli studi critici vedrete un lungo lavoro sul Vico, che non vi dispiacerà, spero; e altri minori, ma di diligente fatica, e per varia via tutti volti a una méta. Il quarto sarà traduzioni da quattro volumi e più, accolte in uno.
Ho qualche verso nuovo da dare, e poi molti nuovi e propositi e desideri. Ma il tempo manca e la lena: e sola la coscienza del non ignobile scopo vince i dubbi tremendi dell'arte e i languori dell'anima deserta.
Amate il vostro Tommaseo.
1) n Croce, p. 196. pubblica soltanto il secondo capoverso (Ma gli studi vostri... fino a.. non mi pare che giovi) e l'ultimo (Ho qualche verso nuovo.,).
2) Per i Salmi, vedi Carteggio Tommaseo-Capponi, U, p. 188, n. 2,