Rassegna storica del Risorgimento
TOMMASEO NICCOL? ; POERIO ALESSANDRO
anno
<
1936
>
pagina
<
596
>
596 Raffaele Ciampìm
Nondimeno in quello zibaldone credo sia qualche periodo e qualche verso non immeritevole di pietà. Dice poi che il Danto non sono che citazioni bibliche; e a me pareva che in quel modo di contentare fosse e novità, di dichiarazioni, ed aiuto a chi esercita l'arte. Anche dice che i canti greci io tradussi dal Fauricl; e codesto prova che VOmnibus ogni cosa sa fuorché il greco* Se sapesse di greco vedrebbe nella mia versione resa nello radice sovente il valor dei vocaboli, reso sovente il suono. Prova inoltre che VOmnibus onniveggente non ha veduti quei canti, poiché oltre ai dati dal Fauriel, molti sono gl'inediti e da me primo illustrati, e fra quelli del Fauricl parecchi interpretati altrimenti. Finisco col ricantare l'oraziano, ma è corretto al suo modo, lima et mora. Ed io accetto il consiglio, sebbene mi paia che limae mora non sia il medesimo che lima et mora. Ma forse l'Omnibus vede meglio di me, siccome nel greco e cosi nel latino. Felice l'Italia dove i critici hanno il diritto di mostrarsi così rigidamente severi 1
Caro Poerio, vogliatemi bene e confortatemi de' vostri consigli, che di piamente ]) severi a voi è dritto, a me desiderio. Addìo.
Tommaseo.
POEHIO A TOMMASEO
Napoli-20 gennaio 1844.2) Carissimo Tommaseo,
Venne la**vostra del settembre 1843; venne affettuosa e consenziente al mio dolore. Ma non ebbi la forza di rispondere allora, né voi l'aspettavate, lo so. Dipoi ho trascurato di seri vervi, e me ne chiamo in colpa, ma mi scusino hi malandata salute, e mille noie minute e meschine, e l'aver voluto leggere prima da capo a fondo i vostri quattro volumi, ed alcune parti rileggere. De' Salmi e del libro sull' Educazione, già vi parlai. Negli Studi critici, molte cose mi piacciono. Lo scritto sul Vico ha grandi bellezze, ma nuoce il poco ordine. Del Manzoni siete, mi pare, estimator giusto ed acuto, ed il confronto co' passi di que' poeti ch'egli, forse non conscio, ha imitati, chiamerei ingegnoso, se non fosse (maggior lode) bellissimamente vero. Dall'entrare fra Rosmini e Gioberti, per verità mi sarei astenuto. Lasciate ch'essi, i quali fanno special professione di filosofia, combattano insieme, dalle armi cozzanti verranno nuove faville alla sciènza. Voi anima candida, e, sotto forma di critica, piena di alta e gentile poesia, da queste dure battaglie tenetevi lontano. Quel tanto che dite di molti che nelle lettere italiane sono operosi in codesta Provincia, ho letto due volte con amore. I loro nomi (miseria d'Italia nostra) sono qui presso che ignoti, eccetto il Carter, il B et teloni, ed altri pochi. Godo che abbiate in pregio il Resenghi degli Ughi (?) che fu della mia prima giovinezza assiduo compagno per quattordici mesi ch'io passai in Trieste. Alto ingegno e più alto cuore mi parca ch'egli avesse, e vorrei ch'egli lasciasse orma di sé. Il Melano ed il Savorin ho preso ad amare per le parole vostre affettuose, che impossibile è che non sien degni d'amore quelli i quali voi avete si cari. La lettera a Gino è bellissima. Soltanto mi spi a eque trovarvi elogi del Re di Baviera e del figliolo, cui non ha guari il popolo greco ha dato nna dura lezione con quel rivolgimento cosi quieto e proporzionato che sembra opera d'arte, ed ha non so che d'estetico. Dimenticava di dirvi che nelle Scintille i versi a Multedo mentr'eravate in Corsica, mi vanno molto a genio. Vivacissime anco, e bizzarramente vere le poche pagine intorno a Salvator Rosa. Nel secondo volume degli Studi Critici le notizie biografiche sono preziose, e da più alto scopo nobilitate, ma perchè spendere tanta cura e tanto tempo nell'abate Chiari? Qua e là son cose che insegnano a
*) Nella copia v'è qui un (?) il quale prova che chi copiava non era sicuro di aver bene interpretato.
2) D Croce, p. 202, pubblica soltanto l'ultimo capoverso (Leggeste ).