Rassegna storica del Risorgimento
TOMMASEO NICCOL? ; POERIO ALESSANDRO
anno
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1936
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pagina
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597
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Alessandro Pomo e il Tommaseo S?
conoscere i tempi, ma non vi dissimulo che avrei ridotto il lavoro a un terzo. Ad alcuni potrà parere anche soverchiamente lungo quanto narrate del Marinovich, e troppe le citazioni di vostre lettere e sue... Che direte della avventata sincerità dei miei giudizi? Direte che non vi ingannate nel farmi degno della vostro amicizia.
Leggeste quella stupenda opera dell'ornalo di Niccolini nostro? Vedeste come in più vasto campo egli siasi allargato, e, secondo il cav. Bozzelli dice, da tutte Io pastoie liberato? Od io assolutamente m'inganno, o l'Arnaldo è non solo onor grande all'Autore, ma grande e splendido progresso dell'arte in Italia. Soltanto il coro sarebbe forse stato più lodevole, se condensato al modo di Manzoni, anziché sparso com'è. Ma questo dico con timido dubbio, e vi ripeto che la tragedia ultima di Bista mi par cosa, in pieno, mirabile. Addio ... ecc....
Alessandro Poerio.
Napoli-12 giugno 1844. Carissimo amico,
Che avrete pensato del mio lungo silenzio? Ma forse a voi non sono ignote le nuove mie amarezze che ormai si van facendo antiche. Da tre mesi ho mio fratello in Castel Sant'Elmo per sospètti di Stato. Seco è l'egregio Cav. Bozzelli e molti altri. Evidentissima è l'innocenza loro, ma ancora si aspetta la liberazione. I parenti sono ammessi a vederli, non poco conforto nella sventura. Sotto questo colpo di nemica fortuna, ebbi mia madre gravemente inferma per lo stesso sforzo che Ella fece, magnanima donna ch'ella è, di non avvilirsi menomamente. La salute mia già malandata è venuta sempre più scadendo. Sono travagliato da fiera infermità nervina, il cui più strano e più penoso sintomo è un singhiozzo convulsivo. Quando mi assale fortissimo non c'è altro rimedio che il coricarmi. A guarirmene ho tentato allopatia, omeopatia, e sempre invano. Dalla sola aria campestre avevo tempo fa ricavato giovamento. Poi mi fu forza tornare in città per faccende. Ora la prigionia di mio fratello m'impedisce di allontanarmi. Tostochè egli sarà fuori castello, cercherò aria viva, ed alberi e fonti, e, se è possibile
pace.
Tn mezzo a tanti guai non potei soddisfare al desiderio vostro di contribuire alcuna cosa alPEuganeo, giornale padovano. E poi qne' componimenti che avevo pronti, sarebbero stati tagliuzzati dalle .cesoie di cotesta censura. Uh solo può dirsi povero o puro (come meglio vi piacerà dire) di ogni allusione politica, e l'intitolo Amore. Ho anche scritto certe ottave per Giusti da me veduto quasi fanciullo in Pistoia, che qui ho riveduto con piacer grande e preso ad amare come soglio quando all'ingegno singolare risponde la bontà dell'animo. Un altro componimento che chiamerò fedo o Fratellanza è in quartine. *) Questi tre soli considero come finiti, oltre quelli contenuti nel volumetto che in dicembre dell'anno scorso fu stampato inParigi. Lo Stefani deve avervene fatto pervenire un esemplare. Lasciando stare i difetti miei, avrete veduto come lo stampatore abbia aggiunto errori senza fine. Si è rimediato con un errata-corrige, ma imperfetto anch'esso. U mio corrispondente di Parigi fu da me pregato di spedire a Buggia in Lugano un centinaio di copie; non ho ancora certezza chV l'abbia fatto.2)
i) Lo intitolò poi Fede operosa (ed. De Angelis, p. 140).
2) jyfgi 1843 uscirono a Parigi, presso il Didot, le liriche, senza nome d'autore, del Poerio. Erano trentadue, fra quelle che dispiacevano meno all'autore. Il libretto oggi è assai raro, e non è facile trovarlo neppure nette pubbliche Biblioteche. Fu Punica raccolta che il Poerio si decise a pubblicare, e riuscì tutt'altro che corretta. Chi voglia fare una nuova edizione dovrà ricorrere sempre agli autografi.
io