Rassegna storica del Risorgimento

TOMMASEO NICCOL? ; POERIO ALESSANDRO
anno <1936>   pagina <601>
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Alessandro Poerio e il Tommaseo 601
Vi dispiaccia. fl Aspetto due righe di risposta. Siccome quella Raccolta non sarà pubblicata che dentro la Quaresima del 1845, potrete in questo mio dubbio aiutarmi. Addio, buone feste, o buon capo d'anno. Riamate il
Vostro aff.mo Al. Poerio. 2)
POERIO A TOMMASEO
Napoli, 20 febbraio 1845.
...Le diligentissime vostre cure intorno a quelle mie povere ottave mi sono conferma del vostro affetto. Accetto il per le invece di dalle ed il sotto U nei. De1 silenzi amia mi piace l'idea, e me ne servirò sotto altra espressione nel quinto e sesto verso, lasciando da parte quel concetto che a voi sembro, e veramente è, troppo sottile. Di nuovo mille ringraziamenti. Caccio via anche il furtivo, benché non gli sia tanto aspro nemico quanto par che voi siate.
Caro Tommaseo, io sono in un deplorabile stato di salute. La min malattia è tutta ner­vina e cagionata da* tanti patèmi d'animo sofferti. Il viaggiare mi gioverebbe, ma non mi regge il cuore di allontanarmi dalla mia buona madre ancora malaticcia, e che non ha altra conso­lazione al mondo che i suoi figlioli. Il moto che voi mi consigliate ho già tentato. Ora mi giova, ora no, ed invece mi è di sollievo il riposo. Voi ben sapete come aieno strane e trasmutami per tutte guise le malattie nervine. Quel che per solito mi fa bene è l'aria campestre, purché rigidezza di stagione ed altrettali circostanze non impediscano il buon effetto. A primavera ho in animo di far dimora ferma a Portici con la mia carissima madre.
Addio, scrivete spesso, ed amate, o più veramente riamate, il v. aff.mo
Al. Poerio.
1) Seguono tre redazioni diverse della prima ottava della lirica La notte, ed. De AngeliB, p. 123.
2) A questa lettera il Tommaseo rispose con altra che si trova fra le sue carte, in una copia trascritta su uno degli innumerevoli foglietti volanti che fanno parte di esse. La lettera del Tommaseo non ha né data né intestazione. Comincia:
n Grazie dell'Ottava mandatomi, la quale (cogliendo le varie lezioni) uscirebbe, panni netta così:
Quando, nella marine onde già chiuso. Ancor l'ultimo addio ci manda il sole Per le dipinte nubi, errar son nso Per amici silenzi in piaggie sol/*: È si schietto il sentir nell'alma infuso Ch'elio sdegna adombrarlo di parole: E raccolta entro il nel dell'aer cieco Volgesi indentro, e gode esser con seco.
Seguono molte osservazioni minute, per esempio: Ultimo, mi pare più schietto di estremo; e venendo da ultra dipinge il salire del raggio.
Da nubi tinte in un color confuso Di croco e d'or, di rose e di viole
è vago assai, e fa spaziare l'occhio dell'anima per molto tratto di nubi; ma la distrae , ecc.... Ancora: Al furtivo venir dell'aer cieco... dirò libero, non mi piace. Codesto furtivo è parola coro ai romani, legulei nell'animo: né Dente (ch'io sappia) l'usa mai; egli che pur tolse dai Latini con tanto ardito amore tanti modi eleganti; e poco l'usano tutti qne' del trecento... , eoe*