Rassegna storica del Risorgimento
TOMMASEO NICCOL? ; POERIO ALESSANDRO
anno
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1936
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pagina
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602
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602 Raffaele Ciampini
TOMMASEO A POERIO i)
(senza data). Caro Poerio,
Come voi del Montanelli, così il Montanelli a me parla di vox con affetto. Il Selvatico è anima meno tenera, ma sente l'arte, e gioverà a raddrizzarla fra noi, se parola umana ci può raddrizzare.
Dal Vieusseux potrete avere le cosette mie, che di qui egli è impossibile. Glie ne scrivo.
Salutatemi caramente D.a Lucia. E badate (nel rispondere seguo l'ordine della vostra, e però pongo qui cosa dalla quale dovevasi principiare) badate alla vostra salute a noi cara.
"Vi rivedrei pur volentieri dopo dieci e più anni di amare esperienze della vita; ma se andate in Toscana a primavera e non vi ci fermate de* mesi, non lo posso sperare. Io non ci potrei essere (se pur ci sarò) se non a state avanzata. Sento dal Montanelli che intanto avete scritto versi, e notabili, e doppiamente ne godo. Bisalutatemi vostro fratello, e rammentatemi alla famiglia Codemo. Io non leggo il Museo né giornale letterario nessuno, se non di Dalmazia e di Trieste, come cose patrie; poi il Moniteur, la Presse, e il Debuta. Onde non vedrò le parole del Baldacchini intorno al Papadopoli, il quale del resto non era che milionario.2)
Addio, caro Poerio, amate il v.
Tommaseo.
POEBIO A TOMMASEO
Napoli, 17 aprile 1845.
... La mia salute va or alto or basso. La campagna, il moto, lo svago, purché non sia romoroso, mi vengon giovando alquanto più che io stesso non sperassi. Solo mi duole di essere incapace di ogni benché menoma attenzione di mente, financo il leggere affaticandomi i nervi del capo, donde poi nuova irritazione e emania e singhiozzo. Mi è forza dunque vegetare, dalla quale vegetazione i medici mi fanno sperare fra qualche mese un pieno rista bilimento in salute. Iddio Io voglia. Frattanto è pur dura cosa tanta e si macchinale materialità di vita.
Datemi vostre nuove, ecc.... Alessandro Poerio.
Napoli, a dì 24 luglio 1846. Carissimo Tommaseo,
Mancando di vostre lettere da mesi e mesi, io cominciava a non saper che pensare di ciò, ed ecco mi giunge una lettera del comune amico Vieusseux con la notizia che siete in Firenze. Del che assai mi congratulo con voi e con gli amici, e solo resta che mi dolga della mia mala sorte che non mi ha ancora permesso di partire per Toscana (antico e vivissimo mio desiderio), né, rimanendo voi due mesi soli costà, posso aver ferma speranza di riabbracciarvi. Se la vostra dimora si protraesse a tutto ottobre, allora si ciò sarebbe probabilissimo. Ma da gran tempo in qua non oso sperar cosa alcuna troppo lieta per me, tent amaritudine mi è restata nell'anima da desideri lungamente accarezzati con la speranza e poi del tutto delusi. D solo conforto vero che
') Il Croce (p. 210) pubblica soltanto le prime righe, e le ultime.
2) Antonio Papadopoli, fondatore della tipografia e dello Sale scientifiche e letterarie del Gondoliere, era morto appunto in quell'anno ancor giovane. Una scelta di Lettere d'illustri italiani B a lui dirette, fu pubblicata a Venezia nel 1886, da G. Gozzi.