Rassegna storica del Risorgimento
SALAZAR DEMETRIO
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1936
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Antonio Monti
temperamento d'artista la visione realistica delle situazioni e un senso di praticità che spesso mancò anche alle più luminose anime di patrioti, apparve subito la necessità di lavorare il terreno in Italia, anzi proprio in una città italiana. Alla fine del '55 ecco il Salazar in Italia e precisamente a Genova, dove prese stabile dimora. Prima che partisse Manin, stringendogli la mano, gli disse: Bisognerà, mio amico, continuare l'opera nostra di apostolato, sia conia parola, sia con gli scritti: da Genova avrete mezzo come introdurre nelle provincie meridionali tutto ciò che pubblicheremo sulla questione italiana. A Torino ho il mio caro Giorgio Pallavicino, che vale per cento: è facile intendersi sull'occorrente !... Ecco una mia lettera che dirà a lui più che non si legge . *) Ed egli non venne meno alla fiducia che in lui riponeva il grande Esule. Conobbe G. Pallavicino, in cui gli parve di veder duplicata l'anima di Manin e al suo fianco continuò la propaganda in senso unitario.
Per interposizione del Salazar il Corriere Mercantile e il Movimento di Genova pubblicarono incondizionatamente tutti gli scritti di Manin e Pallavicino. Questa propaganda, fatta attraverso la stampa periodica, non tardò a dare i suoi erutti. Ben presto infatti si raggrupparono gli aderenti al programma di Manin e, sotto la sua presidenza, si costituì il Partito Nazionale Italiano, che
come è noto ebbe il suo organo nel giornale II piccolo corriere d'Italia. L'opera del Salazar si intensificò, allora, nell' Italia meridionale come fa fede la bella lettera di Manin a lui indirizzata il 28 luglio 1865 da Parigi, in cui proponeva nel Regno delle Due Sicilie una opposizione legale con l'astensione dal pagamento delle imposte : Se in pari tempo si credesse poter organizzare guerriglie nelle montagne e nei boschi, l'opposizione legale non sarebbe loro in alcun modo d'ostacolo. Anzi questa e quella si recherebbero mutuo sostegno ed aiuto .2)
Contemporaneamente il Salazar, coadiuvato da Casimiro De lieto, diffondeva nel Napoletano migliaia di opuscoli sulla questione italiana e romana. Si prestavano al difficile trasporto i vapori della Società Rubattino e il Corriere Siciliano. Ho pregato il prof.}Franceschi di spedirle buon numero di copie di tutti gli scritti che furono novellamente pubblicati sulla questione italiana
gli scriveva Manin il 17 settembre 1856. Faccia di diffonderli in tutta Italia, ma specialmente nelle Due Sicilie. È utile, è necessario illuminare e guidare l'opinione pubblica affinchè la rivoluzione non metta piede in fallo dando il primo passo . 3)
L'opera del Salazar potrebbe sembrare, a tutta prima, modesta, ma fu, invece, preziosa. Infatti come avrebbe potuto D. Manin, esule e lontano, far
h Cenni eie, p. 8. 2) Cenni eh. p. 12-13. s) Cenni di,., p. 51.