Rassegna storica del Risorgimento
SALAZAR DEMETRIO
anno
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1936
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Demetrio Salazar 611
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conoscere il suo pensiero, senza il Salassar, al quale si può dire ohe in ogni sua lettera raccomandassa Vinserzione dei suoi articoli nei periodici italiani ? Dopo la guerra d'oriente e il Congresso di Parigi, la propaganda rivoluzionaria del Salazar si intensificò. Ormai si incominciava a intrawedere l'avvenire della Patria. Non più bandiera neutra diceva il Salazar aleggiando il pensiero del grande martire dello Spielberg ma bandiera italiana fregiata dalla Croce di Savoia . Unità e Vittorio Emanuele, ecco i termini entro i quali si svolse, da allora, il pensiero politico del Salazar. Felice del successo ottenuto dalla Società Nazionale con l'adesione di Garibaldi, il Salazar si recò a Firenze donde scriveva in momenti opportuni e per via sicura al Pallavicino sulle condizioni dello spirito pubblico in Toscana. Nessun aiuto, alla vigilia della guerra, poteva essere più di questo efficace ai patrioti preposti al movimento nazionale.
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Nel '59 troviamo il nostro esule a Reggio. Approfittando del permesso di tornare nella sua città natale, per l'imminente une del padre, egli cercò di trasfondere nei suoi compatrioti l'ardenza dei suoi sentimenti. I giornali gli arrivavano per impensate vie dalla vicina Messina ed egli li traduceva, li diffondeva, esaltando e commentando le notizie della guerra in corso. All'annuncio della vittoria di Solferino il suo entusiasmo non ebbe più limiti. Preparò una grande bandiera tricolore colla dicitura: Viva l'Indipendenza d'Italia, 1859 e di nottetempo la issò sulla porta dell'Orto Botanico, in piazza San Filippo. Questo atto, che potrebbe sembrare semplicemente audace, fu, invece, eroico. Infatti, prima di lui, inalberò la bandiera italiana in quello stesso punto, nelle giornate del settembre '47, Domenico Romeo che cadde barbaramente trucidato.
Sfuggito alle ansiose indagini della Polizia, si adoperò per la diffusione nelle Provincie Meridionali del noto indirizzo di Luigi Settembrini ai napoletani; Di ciò che hanno a fare i Napoletani .
Ed eccoci alla spedizione dei Mille. Allo sbarco di Garibaldi il Salazar da Reggio, per non cadere nelle mani della Polizia di Ajossa, si portò per la terza volta in Toscana, non desistendo però dal preparare l'animo della popolazione del Napoletano all'accoglienza delle Camicie Rosse. A questo proposito Domenico Spanò Bolani, che si proponeva di scrivere l'agitatissima storia di* quel periodo, gli diceva Vedete bene adunque che trascriverò molta parte delle vostre lettere, che tutte conservo, dalle quali apparirà quanto voi vi siate allora cooperato a prò della Patria . Dopo la conquista della Sicilia, fu chiamato a far parte della Commissione napoletana incaricata di invitare Garibaldi ad entrare nella Capitale. Fu il Salazar che per incarico di Mariano d'Ayala procurò, fra mille rischi, bandiere nazionali per ricevere l'Eroe. Era la bandiera tricolore che doveva sventolare ai funerali di Guglielmo Pepe. Aveva da un lato il cavallo