Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA
anno <1936>   pagina <619>
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Per una bibliografia del Risorgimento 619
siano da escludere senz'altro la poesia e la letteratura narrativa ; esclusione che a prima vista può apparire ingiustificata. Vi sono infatti delle liriche e dei romano ottocenteschi che hanno un preciso intento politico e ohe esercitarono sull'animo degF italiani una notevole influenza : basti pensare, sempre rimanendo in Toscana, agli Scherzi del Giusti e all'assedio di Firenze. Ma quando ci si avven­tura in questo campo non si sa dove si può sfociare, perchè i criteri per stabilire il maggiore o minore interesse politico che possa rappresentare una lirica o un romanzo sono troppo personali per servire di norma costante e precisa* Quali saranno dunque le pubblicazioni da catalogarsi? Prima di tutto le raccolte di riviste e di giornali, purché non abbiano carat­tere esclusivamente letterario o scientifico (ma durante il Risorgimento si può dire che questo tipo di periodico quasi non esista. Perfino negli articoli dell'inno­cuo Giornale Agrario che vide la luce a Firenze nel 1827, si trovarono allusioni e riferimenti alla politica del giorno !).
La nostra bibliografìa comprenderà poi le opere storiche, i trattati di filosofia e di economia politica, le cronache e le relazioni degli avvenimenti contemporanei, le biografie, le raccolte di documenti, le memorie personali, i carteggi e infine gli opuscoli di carattere polemico, i manifesti e i fogli volanti. Specialmente in fatto di opuscoli credo vi siano da fare delle scoperte pre­ziose. Nelle nostre biblioteche e nei nostri archivi ne esiste ima mole vastissima ancora in parte inesplorata. Naturalmente per gli opuscoli e anche per altre opere meno note, bisognerebbe citare il fondo a .cui appartengono.
Quinto: Come dovrà suddividersi la nostra bibliografia? La stampa perio­dica sarà elencata a parte ; il resto del materiale distribuito secondo un criterio cronologico in vari periodi, e raggruppato poi secondo gli argomenti.
La divisione cronologica va riera da zona a zona ; e per esemplificare mi rife­rirò sempre alla Toscana. H primo periodo dovrebbe essere compreso fra il 1796 e il 1814, crollo del dominio napoleonico; il secondo fra il 1815 e il 1847, anno in cui fu promulgata da Leopoldo II la legge sulla stampa; il terzo fra il 1848 e il 1858, vigilia di rivoluzione e nascita della Biblioteca Civile dell'Italiano: il quarto fra il 1859 e il 1870.
E con questo avrei finito. Ringrazio S. E. De Vecchi e tutti i presenti per la benevola attenzione con cui hanno seguito le mie parole e sarò lieto se qualcuno vorrà rivolgermi critiche, rilievi e consigli.J*
GIACOMO LUMBROSO
i) Comunicazione Ietta al Congresso di Bologna del R. latitato per la Storia del Risor-gimento Italiano, nella seduta del 13 settembre 1935-XUI.