Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA
anno
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1936
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pagina
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623
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Appunti, notizie e varie/ù
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SAVINO SA VINI. - Quando rovesciato l'edificio del dispotismo restò serena e immortale la speranza dei buoni, emulando Bologna l'energia della capitale, confidò il SUD avvenire ad nomini che avevano nel paese fama di onesti, leali ed intelligenti. È in questo numero il dottor Savino Savini.
Nacque in Bologna da Carlo, che uci tempi di Napoleone fu Prefetto e Consigliere, e dalla contessa Teresa Cenati l'anno 1813. Coltivò gli studi in quella università, e fu laureato in filosofia. Diede opera con molto impegno alle matematiche e alle scienze morali, statistiche ed economiche.
Sposatosi a Teresa figlia del professore Francesco Mondini, distinto medico e maestro di anatomia umana in quella celebre Università, continuando sempre nei suoi studi pubblicò nel 1841 un giornale int it(dato La Parola. Diresse quattro anni quel periodico, che fu il più severo e libero di quei tempi. Il titolo specioso, le materie ebe prese a discutere gli assicurarono la sorveglianza politica. Fornito com'è di spiriti animosi non deviò dalla strada e acquistò credito fra gli scrittori. Abbiamo avuta la circostanza di leggere su quei fogli l'elogio del suocero, cb'egli dettò quando la morte dell'illustre anatomico gli pose in cuore un immenso cordoglio.
L'amor della sposa ispiravagli versi, che erana a lei intitolati con queste brevi, ma eloquenti parole: a A te questi versi, che vennero da te. La poesia vien dal cuore . Semplice e affettuoso e il suo linguaggio poetico: citiamo pochi versi per darne un'idea.
Se pria di te mi converrà morire Mi starò sulle porte in paradiso Finché vedrotii di quaggiù venire, E quando arriverai ne andremo insieme Dentro la gloria e le virtù supreme .
Sono generalmente lodate le memorie, che ha dato alla luce, fra le quali citiamo quella sulla statistica dei viaggiatori, e l'altra, che lesse in occasione della IV Riunione degli Scienziati Tanno 1841, col titolo Dell'aiuto, che si debbono reciprocamente le Università Italiane.
In questi Congressi che hanno, come ognun so, preconizzato il risorgimento d'Italia, Savini non dubitò di manifestare i suoi animosi concetti. Nel Palazzo di Brera in Milano, regnando Ferdinando, egli chiamò la pubblica attenzione sullo stato civile, e la tirannia, a cui soggiacevano le romane provincie. Alzaronsi vivissimi plausi alle sue libere parole. Scrisse pure I generi, e le specie del diritto (frammenti) ed un'altra memoria intitolata Statìstica di tutte le persone che finiscono di qualche insegnamento. Ai dotti italiani convenuti in Napoli l'anno 1845 per il VII Congresso scientifico lesse la Storia dei mezzi usati per misurare le altezze del mare, e proposta di uno scandaglio nuovo. Corse per le mani di molti il suo opuscolo Stravaganze, che presenta un nuovo genere di racconti fantastici, critici, filosofici, e si lessero nel giornale di Torino il Mondo illustrato molti suoi articoli.
Ama il Savini gli studi drammatici, ebbero un esito fortunatissimo sulle scene il Duda fantasia, il Salomone di Caux, I due ladri e finalmente l'Emma Liona, lungo lavoro, in cui la verità storica va del pari col l'effetto scenico. Per desiderio di migliorare la condizione di questi studi progettò una Società drammatica nazionale italiana, ne dettò le costituzioni che furono poste a stampa, e lodate da lutti e si sarebbe istituita se le politiche vicende non avessero chiamato gl'Italiani ad occuparsi di un teatro più grande, quello della guerra.
E dalla guerra appunto occupavasi anch'esso. Nel marzo dell'anno decorso marciò insieme al Corpo franco bolognese contro Francesco V di Modena, poi andò a Milano, indi nella Venezia con missioni importanti, e pericoloso, onde fa spesso minacciato della vita. Non prestò mai la sua opera per denaro, e benché non ricco, viaggiò sempre a sue spese.
Per servire alla causa del progresso, che gli parla in cuore altamente, diffuse per l'Italia col titolo di Bibbia nuova, di Dottrina Cristiana diverse operette che ho meditate e dirette olla istruzione del popolo: nò le sue cure si limitarono a questo solo. Vide che i Circoli politici istituiti hi Italia potevano menare ad utili risultati, ed ebbe a cuore la istituzione del Circolo popolare di Bologna del quale compilò lo Statuto e tenne la vice-presidenza.
Sono questi gli onorevoli titoli, che assicurarono a Savino Savini l'amore e la fiducia de1 Bolognesi, che lo elessero Rappresentante alla Costituente romana. Il Comitato esecutivo lo