Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA
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1936
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624
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Appunti, notizie e varietà
chiamò a Commissario per la composizione dui rapporti doganali Era lo stato della Repubblica a la Toscana. Egli che tanto si adoperò pel trionfo della 'buona causa coglie con compiacenza le occasioni di giovar la patria con l'opera, e la parola.
Votò per la Repubblica.
(La Guardia Nazionale Italiana, trini. I, per. II, n. 24, sabato 24 marzo 1849).
BIBLIOGRAFIA: G. G. MATTIOLI, Necrologia di Savino Savini, in Monitore di Bologna, 9 settembre 1859.
FILIPPO TOBNABONI. - Petritoli una delle più ricche terre della provincia fermane è patria a questo giovane cultore delle scienze mediche. Nacque l'anno 1813 ed appartiene ad una distinta famiglia. La madre sua vedova in giovane età, prodigò immense cure ai figli ed ha la compiacenza di averli educati a tutte le virtù cittadine.
Filippo Toroaboni, dopo aver fatto i primi studi nel liceo di Fermo, compi in Macerata il corso filosofico e incominciò quello di medicina. Pel desiderio di perfezionarsi negli studf teoretici* dopo aver frequentata la Università di Bologna, recavasi in Parma, e là per un triennio sotto la scorta di quella gloria d'Italia il Tommasini, al quale divenne carissimo, acquistò nuovi lumi nell'arte. Al nome di questo uomo illustre offrì una sua operetta intitolata Conversazioni scientifico-letterarie. Era questo lavoro il risultato di elucubrazioni tenute col celebre professor Santarelli. Caldo ammiratore di Pietro Giordani volle avvicinarlo, e ne guadagnò 1 amicizia per modo, che tenne seco lui lunga corrispondenza di lettere che quanto prima vedranno la luce. Apparirà chiaro per esse come quell'eletto ingegno prese ad amarlo con affezione quasi paterna, dacché lo conobbe amantissimo della patria. Giuseppe del Chiappa, professore di Clinica e Medicina teoretica nella "Università di Pavia noto a tutti i congressi scientifici per valore nell'arte, notissimo agli uomini di lettere per molte opere date in luce, dedicando a] Tornaboni, le sue versioni Tulliane accompagnava la nobile offerta con lettera lusinghiera che leggesi in fronte al volume.
Prima di restituirsi in Patria visitò quasi rutta l'Italia, e conobbe molti uomini rispettabili, dei quali ai onora la nostra penisola. Un giovane d'animo bollente, reduce dall'Alta Italia, stretto in amicizia con i dotti di diverse città, non potea passare inosservato alla vigilanza delle Autorità di quei tempi di oppressione, in cui un sospiro, una parola, una letteraria corrispondenza dava luogo a sorveglianze noiose, ed infiniti sospetti, e qualche volta ai processi. Petritoli lo acclamò medico, ma il governo si oppose. Quel Municipio, che avea proceduto alla elezione con le debite norme, non si laciò imporre dalle mene del Preside della Provincia, per cui potè ivi professar l'arte sua per il corso di cinque anni con soddisfazione di tutti. Grata Petritoli alle cure solerti del giovane medico, decise di aumentargli l'assegno, ma il delegato Milella non volle sanzionare quell'atto consiliare. Piccola vendetta, che pregiudicò forse gl'interessi del Tornaboni, ma non rese meno pregevole la generosità dei concittadini.
Non dobbiamo omettere una circostanza, che onora il suo cuore. Chiamato interino a Fermo vi accorse. Professando l'arte fece oggetto delle maggiori sue cure la classe indigente: non diremo con quanta filantropia si studiò di giovarla: ci basta solo il ricordare, che per vari mesi erogò a beneficio della famiglia del medico, ch'egli sostituiva, l'onorario dovuto alle sue fatiche.
Sappiamo che i fermani lo chiamarono od accettare una condotta medica nella loro città. La stima e le affezioni, che lo circondano è una nuova prova del valore che lo distingue nell'esercizio dell'arte. Egli ha pubblicati diversi opuscoli scientifici e vari articoli di argomento politico, che si leggono in parecchi giornali d'Italia.
Se la sua patria, ove l'antico sistema, le vecchie abitudini ottennero le simpatie universali, conobbe e apprezzò i benefici della libertà, del progresso civile, lo deve in gran parte allo zelo, non meno che alle cure animose di questo suo concittadino. Il Collegio di Fermo lo nominò Rappresentante alla Costituente Romana.
Votò per la Repubblica.
(Lo Guardia Nazionale Italiana, trim. I, per. II, n. 23, martedì 20 marzo 1849).
BIBLIOGRAFIA: M. MARINI, Biografia del doti- Filippo MannocclùTornaboni, Macerata
Bianchini, 1863; L. MANWOCCin, Cenni biografici del doU. Filippo Mannocehi-Tornabom ,
Ilonterubbiano, Lucchetti, 1888.
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