Rassegna storica del Risorgimento

anno <1936>   pagina <630>
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630 Libri a perioditi
borghesia cittadina non costituiva una fona viva e operante! le persone colte (per esempio II ceto forense), salvo rarissime eccezioni, non difendevano, né avvertivano, i propri interessi o quelli della comunità, ma si facevano paladini e interpreti dei privilegi nobiliari La plebe, abbandonata a sé, non aveva nemmeno chiara coscienza dei propri mali, e quindi non sospet­tava l'esistenza di possibili rimedi; viveva cristianamente e docilmente rassegnata. Le pompe dei ricchi non offendevano il popolo, ma ne abbagliavano gli occhi, suscita vano un'ammira­zione commossa, non accendevano odio e volontà di rivolta.
Si vedano le finissime pagine del Pontieri su l'assenteismo dei baroni dalla terra (p, 64 sgg.), su le condizioni miserrime dei lavoratori (p. 82,87), su la struttura economica della nobiltà (p. 109 sgg.), su la deficienza d'ideali etico-politici nel ceto baronale (p. 120 sgg.), e nella seconda parte del libro gli eccellenti capitoli su l'attività vigorosa e illuminata del mar­chese Caracciolo (da p. 207 a p. 388). La personalità di questo viceré, ex-ambasciatore napoletano a Parigi, amico del Galiani e degli illuministi di Francia, ma soprattutto allievo del Genovesi, era già stata illustrata dallo Schipa, dal Croce, dal Nicolini, dal Pontieri stesso. Ma qui l'opera riformatrice compinta in Sicilia è studiata nella coraggiosa e tenace lotta quoti­diana che l'ha accompagnata. Anche il Cara manico qualcosa fece, massime nei primi anni; tuttavia la sua attività rimase sostanzialmente inferiore a quella del Caracciolo. E che me­sti sia stato il vero riformatore è provato dal fatto che, ancora nel 1798, un barone chiese in Parlamento che si abrogassero ' tutti i provvedimenti legislativi emanati al tempo di quel viceré. Un miglior elogio della sua grande fatica il Caracciolo non poteva averlo; la classe cosi giustamente e duramente battuta in breccia dalle riforme e dallo spirito nuovo, a distanza di anni ancora accusava il colpo, né disperava di poterlo cancellare.
CABLO MOKANDI
ABTUBO CODIGNOLA, Paganini intimo. Edito a cura del Municipio di Genova, 1935-XIII. in 8, pp. 691.
Il 10 marzo 1829, Niccolò Paganini scriveva ad un amico di Praga: a attendo con impazienza la mia biografia, non già per gloriarmi di questa, ma per far tacere le cattive lingue che godono... di denigrare il mio onore con false, falsissime accuse ; e, poco prima, al biografo Giulio Massi­miliano Schottky aveva scritto: a Que j'ai été heureux de trouver un vengeur, dont le nom seni su flit pour Cera se r la calomnie .
Ma la biografia che attesa e sperata dal Paganini, avrebbe dovuto schiacciare la calunnia, non poteva essere quella.
Oltre un secolo sarebbe trascorso prima che 1 a chiara luce della verit à ili um inasse 1 a suggestiva figura dell'artista prodigioso, ridandogli i suoi lineamenti naturali, la sua voce genuina.
Il volume da Arturo Codignola composto sul Grande calunniato, e dal Comune di Genova molto decorosamente Curato nella veste tipografica, è la biografia che il Paganini ardentemente s'augurava.
Per questa, che, prima ancora d'essere un'opera di ricerco, di critica o di ricostruzione sto­rica, è una buona azione, si mostra, e per la speciale competenza e per le qualità dell'ingegno e dell'animo, particolarmente indicato il Codignola.
All'opera demolitrice delle fantastiche leggende deformatrici, che, tutta una tradizione pscudo storica, aveva oramai fissato e diffuso intorno alla figura del sommo musicista, segue l'opera costruttiva, basata sui documenti, condotta logicamente, con perfetta conoscenza sto rica e permeata di vivo senso umano.
Tale duplice opera, necessaria perché U vero Paganini finalmente apparisse, il Codignola la compi in modo felicissimo.
Intorno all'artista singolare, ridivenuto umano, libero cioè d'ogni magico diabolico influsso, vivono i genitori, le sorelle, i familiari tutt i, gli amici, gli avversari, e s'agitano le folle plaudenti.
L'immaginativa dei biografi precedenti s'era sbizzarrita (per opera dello stesso Paganini, romanticamente disposto nei primi passi del suo glorioso cammino a indulgere all'accesa fantasia) a raccontar della famiglia di lui cose del tutto inesatte e false.
La verità è ora qui detta interamente; In famiglia del musicista si é ricostituita, nei suoi membri tutti, cronologicamente, in seguito a minute precise indagini; la condizione economica,