Rassegna storica del Risorgimento

anno <1936>   pagina <634>
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634 Libri e periodici
con un suo superiore, ottenne poco dopo l'incorio di una cattedra di antropologia nell'uni-versila di Pavia, donde due anni dopo venne trasferito a quella di Pisa. Quivi, forse, circondato dagli affetti della famiglia che cresceva degno di lui, avrebbe potuto finalmente trascorrere aiuti sereni fi tranquilli, se. già minato nella solute, non fosse stato, di 11 a poco, sorpreso dalla morte.
Tra i figli di Domenico, Giuseppe ebbe vita più lunga e, perchè fornito di più belle doti d'animo e d'ingegno, anche maggiore singolarità di vicende: non può perciò recar maraviglia che alla di lui biografia sia dedicata la maggior parte delle pagine di questo volume. Ma anche le vicende di Luciano e di Domenico Napoleone vi sono fedelmente narrate con la medesima diligenza e sulla stessa scorta di testimonianze sicure e di documenti inediti. A causa della rovina economica della famiglia* Luciano (1806-1837) non potè compiere il corso regolare dei suoi studi e, giovanissimo ancora* passò da un luogo all'altro senza trovare una occupazione con­facente pel suo carattere inquieto ed esaltato. Nel 1831 partecipò alla rivoluzione nell'Italia centrale, militando agli ordini del generale Zucchi e, dopo la capitolazione di Ancona, passò anche lui in Francia a Macon, e poi ad Auxerre e a Tonnerre. Successivamente si arruolò nella Legione Straniera, e partì alla volta dell'Algeria; ma poco dopo, costretto da ragioni di salute, piò. ancora, oppresso da una smaniosa malinconia, tornò in Francia e, avendo visto fallire mise­ramente la speranza di una conveniente sistemazione economica, fini, a soli trent'anni, col togliersi la vita, in modo pietoso, a Strasburgo. L'ultimo dei fratelli, Domenico Napoleone, sortì da natura carattere piò tranquillo, si rassegnò presto alla vita d'esilio, prese moglie in Montbrison e per qualche tempo almeno potè accogliere in casa sua, il vecchio padre, infermo, bisognoso di assistenza materiale e morale.
Ma nel grosso e denso volume non sono narrate solo le vicende di Domenico, Giglioli, e dei suoi tre figli. Attorno alle figure di questi che si possono chiamare i protagonisti, si muovono e si incontrano molte altre figure di parenti, di amici, di patrioti, di cospiratori, di esuli, sicché l'opera presenta, nel suo insieme, un'importanza assai più vasta e generale. Come si è già accen­nato, la trattazione è, in ogni parte, molto larga, ricca di elementi' nuovi, ampiamente docu­mentata. L'autrice, che evidentemente si è accinta a scrivere il libro dopo lunghe, diligenti, sistematiche, coscienziose ricerche, si è valsa soprattutto di carte e di memorie famigliari; ma non per questo si è lasciata dominare punto dai sentimenti e dagli affetti domestici; tanto meno, poi, ba dato un'intonazione apologetica alla sua narrazione. In tutto il volume domina la più serena obiettività e il rispetto più assoluto alla verità storica: se, da un lato, sono poste nel giusto rilievo le virtù e le benemerenze di cospiratori e di esuli, dall'altro, non sono sempre passati sotto silenzio gli errori, le debolezze, le piccole miserie morali.
Concludendo, si può affermare con sicura coscienza ebe l'opera della signora Giglioli viene ad occupare un posto molto ragguardevole nella bibliografia del nostro Risorgimento: pochi volumi, tra quelli pubblicati negli ultimi anni, per l'importanza dell'argomento, per la ric­chezza del contenuto, per l'eccellenza del metodo seguito, possono reggerne il confronto. Si deve in ultimo aggiungere che il libro, accuratamente stampato e abbellito di numerose ilbx-8trazioni, è, alla fine, corredato, oltre che da una ricca appendice di documenti, di "un copioso indice di nomi di persona molto utile per la consultazione.
EBSILIO MICHEL
SPOGLIO DI PERIODICI FRANCESI DAL 1925 AL 1934
Etudea ItalUnnes, Parigi, 1925-1934. Journal dea Savanta, Parigi, 1925-1934. La Grande Revue, Parigi, 1925-1934. La Nouvelle Revue, Parigi, 1925-1934. La Revue Belge, Bruxelles, 1925-1934. La Remte Corte, Parigi, 1933. La Revue dea Vivanta, Parigi, 1929-1934. La Reme Generale, Bruxelles, 1925-1934. La Revue Mondiale, Parigi, 1925-1934.
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