Rassegna storica del Risorgimento

anno <1936>   pagina <647>
immagine non disponibile

Vita dell'Istituto
647
Rivolge quindi un pensiero d'ammirazione ui vittoriosi battaglioni che oggi aprono all'Ita­lia le vie della storia, e termina con un saluto al Re e al Duce. Ad esso {anno eco gli applausi di tutti i presenti.
Prende in seguito la parola, ascoltato con viva simpatia, il dott. Vicini, presidente della Sessione modenese della R. Deputazione di Storia Patria il quale saluta tutti i soci del Comitato e si dice lieto che essi abbiano accolto la sua offerta d'ospitalità, segno dell'affinità d'intenti e della unione di spiriti che lega i due Enti culturali. Rievoca lo figura del Grande che visse e lavorò per lunghi anni nella Casa ora sacra alla sua memoria e osserva come il Muratori, in tempi di servitù, politica, mostrasse* con l'unità della storia, l'unità della patria nostra. Egli è ancora maestro a chiunque s'accinga a scrivere la storia della nostra nazione. D suo insegnamento di onestà critica poteva valere anche ieri, per certa storia del Risorgimento falsata da preconcetti settari: fortunatamente, conclude applaudito il dott. Vicini, nel mutato spirito del nostro tempo BI è posto mano alla revisione e i fratti già ora si vedono saranno copiosi.
Il segretario del Comitato, prof. Morselli, presenta la sua relazione sull'attività svolta dal Comitato stesso fino ad oggi, cioè esattamente in un anno di vita. Dopo aver ricordato i criteri con cui S. E. De Vecchi felicemente rinnovò lo spirito e moltiplicò le forze della vecchia Società nazionale, egli delinea la fase di formazione del Comitato e il vario lavoro di propaganda.
Cosi i 14 soci iniziali, ereditati dal cessato Comitato regionale emiliano, sono divenuti 75, e altre adesioni si annunciano. Il prof. Morselli espone poi le cifre della situazione finanziaria, che risulta in discreto attivo, grazie anche al contributo della Cassa di Risparmio; indi passa a trat­tare dell'attività culturale. Ricorda le buone relazioni mantenute con altri Istituti cittadini di cultura, le conferenze fatte da soci su argomenti riguardanti il Risorgimento, la diretta parteci­pazione al recente Congresso storico di Bologna e infine l'opera data dallo stesso segretario alla, valorizzazione del Museo del Risorgimento. Con la assemblea odierna, particolarmente ispirata al ricordo del Muratori, il Comitato modenese intensifica la Bua attività; nelle successive, altri temi saranno trattati, per i quali già si sono impegnati alcuni soci. Concludendo, il prof. Morselli esprime la fiducia che, dopo inizi così soddisfacenti, il Comitato modenese, non certo degli ultimi fra i confratelli delle altre provincie, vorrà portarsi tra i primissimi,lavorando con fede, in modo degno delle tradizioni modenesi.
L'ampia e circostanziata relazione riscuote generali, calorosi consensi. Dopo di ciò il Presi­dente dà la parola al prof. Sorbelli, perchè svolga il tema all'ordine del giorno: L. A. Muratori politico .
Nella sua trattazione, complessa e difficilmente riassumibile, il Sorbelli, esaminando l'opera del Muratori, mostra come essa sia improntata a spirito di italianità, dai mirabili Rerum itali-carum alle a Antiquitates italicae , dai Rudimenti di filosofia morale scritti per preparare al governo il principe ereditario estense, al trattato Della pubblica felicità , ove sono esposti quei principi filosofico-morali che ispirarono anche Io storico. Addita poi come fonte meno nota ma assai preziosa per conoscere il pensiero politico muratoriano il monumentale epistolario, e ne dà qualche saggio significativo. Sia nel letterato, trattatista o polemista, sia nel sociologo, ascol­tato da sovrani e da ministri, il prof. Sorbelli ricerca diligentementei riflessi dell'uomo politico e li mostra, con abbondanza di raffronti e di considerazioni, citando passi, anche mediti, di lui. Eccone uno, ad esempio, di politica demografica e coloniale: Non è possibile alle potenze d'Eu­ropa di fornire tanta gente da conquistare nuovi paesi nel Mondo nuovo e da conservarli, penando esse a mantenere le conquistate. E molto meno può farlo la Spagna, siccome regno non assai fecondo di gente e che, troppi paesi signoreggiando, fa assai mantenerevla ecchi e conquiste . Basta sostituire il nome della Spagna, perchè le parole del Muratori assumano un forte sapore attuale.
Aperta dal Presidente la discussione, parla il prof. Donati, il quale, compiaciutosi con l'ora­tore, insiste sull'importanza dello studio del Settecento per ciò che riguarda la formazione della coscienza nazionale, e trova quindi molto opportuno che il Comitato modenese per la storia del Risorgimento abbia preso le mosse dall'opera, civile e politica, di L. A. Muratori. Richiama, a questo proposito, le pagine dedicate da un illustre modenese, 8. E. Arrigo Solmi, alla dimo­strazione della lontana autonomia del Risorgimento italiano; infine rivolge un pensiero alla memoria di Giovanni Cane vazi, che tanto coltivò gli studi del Risorgimento e tanto fece perchè il sommo parroco della Pomposa fosse qui degnamente onorato.