Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI
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1914
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pagina
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242
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Girolamo Bottoni
sidi sorta tra i gabinetti di Parigi e di Vienna per l'occupazione dello Stato Pontificio da parte degli Austriaci, si affrettava il 30 aprile a dichiarare che la polizia aveva verificato che la maggior parte di quelli che dovevano processarsi, era fuggita.1
Fin dai primi d'aprile, appena abortita la rivoluzione, i Romagnoli avevano proposto una nuova forma di governo, più adatto ai bisogni dello Stato, più consona ai tempi e alla civiltà del popolo e queste lagnanze avevano mosso Francia, Austria, Prussia, Russia, Inghilterra ad intervenire presso il governo pontificio per dare un nuovo assetto allo stato ecclesiastico. Ma né il pontefice né i cardinali zelanti volevano saperne di riforme e di miglioramenti, considerando la rivoluzione liberale un'opera di faziosi che si potevano contenere colla forza jl donde le loro lungaggini e quelle del Bernetti. quando le potenze ebbero presentato il famoso memorandum del 10 maggio8 con cui chiedevasi la secolarizzazione dello stato romano, la riforma del codice, l'emancipazione dei Municipi, V istituzione dei Consigli provinciali destinati a prendere parte al governo di ciascuna provincia j infine, per gli affari più importanti e per la finanza, l'istituzione di uno Stabilimento centrale a Roma, per cui si sarebbe attuata una vera costituzione la cui forma rimaneva soltanto da determinarsi.
L'Inghilterra sola eravisi messa di buona volontà, ma il Ber-netti aveve intuito che non era necessario prendere troppo sul serio gli ammonimenti della Conferenza.
E delle buone intenzioni della Santa Sede, in fatto di riforme Bembra che dubitassero anche i fautori stessi del governo papale. Infatti, l'avv. Luigi Pani, deputato della provincia di Forlì scriveva in data 30 aprile al Battaglino: :: ... gli editti pubblicati dal Santo Padre e dal segretario di Stato Bernetti promettono future disposizioni dirette a migliorare la sorte dei sudditi pontifici. È quindi provabile che il Santo Padre nel ricevere l'atto di omaggio delle deputazioni si degni di ripetere la promessa ed ecciti le Deputazioni medesime ad esporre al segretario di Stato i
i GUALTEKIO, op. dt., p. Ili (in nota). VICINI, op. oli., 820-21. A quelli che erano stati condannati alla morte e alla galera, oommutò la pena nell'esilio. VICJOT, p. 321.
* COPPI, AtmwU ' Italia, Voi. Via, p. 148.
* Vedasi op. oit., pp. 90-1-2 e VICINI, op. ott., pp. 324-25.