Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <651>
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I H VINCENZO GIOBERTI III
E L'ON. ABATE GIOVANNI NAPOLEONE MONTI
DA LETTERE INEDITE
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Mentre il Rinnovamento maturava (1850'1851)
Al carteggio fra i due amici, da Parigi e da Torino, corrispon­deva l'invio incessante di libri, da parte, sovrattutto, del Monti, com'era naturale; sì che l'Esule sentisse meno grave la lontananza dalla patria e si mettesse più. agevolmente in grado di incarnare i suoi disegni. Di che qualità fossero le spedizioni torinesi, largamente preannunziate e commentate con escursioni politicoparlamentari, possono dare un'idea caratteristica le due lettere del Monti, che sono le ultime di quel dicembre '49.
1120 dello stesso mese l'ex-onorevole abate monferrino, dopo accen­nato ad un prossimo invio di volumi appartenenti alla libreria del­l'amico a lui affidata, lo avvertiva che vi avrebbe aggiunto anche L'Orazione del Paravia per la riapertura della Università , regalata dall'autore,1* e inoltre i casi di Napoli ridotti a lettere politiche del Massari . E subito dopo, un tuffo nella cronaca politica parla­mentare, sulla vittoria riportata dal Ministero nelle elezioni, con una strage di sinistri, di centrali, di terziarii e di mancini , e sulle voci riguardanti il futuro Presidente. La candidatura più probabile, quella del Pinella. Non manca un accenno all'episodio del ministro De Margherita e alla causa turpe anzi che no che lo aveva costretto ad uscire dal Ministero, dove lo sostituiva il conte Siccardi, nomina questa universalmente applaudita , essendo il Siccardi conosciuto come dotto ed integerrimo magistrato . La nomina di dodici nuovi
1) Si allude all'opuscolo Delle lodi del Re Carlo Alberto. Orazione pel riaprìmento degli studi nella Regia Università, Torino, 1849. A proposito del professore dalmata non sarà inutile ricor­dare che egli era un sincero estimatore del Piacili, del quale così scriveva il 1 gennaio 1850 alla sorella: Piacilifu nominato presidente della Camera dei Deputati. Ipazzi e i bricconi sono disperati al vedere (mesto felice esito delle cose nostre. Speravano di pescar nel torbido. Ma il Piemonte è paese abbastanza savio e tranquillo per eludere le loro inique speranze . Vedi la 4 delle mie Note , Vita e coltura torinese nel periodo post-Albertino, ecc., in Atti della Reale Accademia delle Scienze di Torino, voi. LXVI, 1931, p. 263. Dei noti Casi di Napoli dal 29 gennaio in poi. Lettere politiche di G. MASSARI va ricordata la ristampa dcirOniANDi, Troni, 1895.