Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <652>
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652 Vittoria Citta
senatori, fra i quali il Des Ambrois, il Fantini, vescovo di FoBsano e Luigi Provana dell'Accademia, suggerisce al Monti questo commento:
Il motivo di questa piova o tempesta di senatori certo non fu per crear una maggioranza ministeriale in quel parlamento; e qual aia il vero motivo si ignora. Forse per dar del lavoro al sempre vispo Fischietto, H quale ieri l'altro rappresentò Valerio atteggiato in Sansone, seduto sopra una scranna, con in prospetto un altare sormontato da un portafoglio, e Dalila di dietro col capo coperto da nn berretto frigio che pettinava ed inanellava anzi ridu­ceva a codino la lunga e proverbiale capigliatura conia iscrizione Sansone e Dettila.
Ma più di queste divagazioni con le quali lo scrivente si propo­neva di distrarre e divertire l'amico, ci interessa una notizia riguar­dante il Gioberti:
Si sparse la voce che tu avevi stampato un libro di tendenze repubblicane. Ma la frottola è così grossa e tonda, che trovò poco spaccio. Molti anche di qui, fanno atto di adesione alla parte dotta e moderata del clero francese riguardo ai tuo prescindere dal laudahiliter se subjecit, anzi sono così ciechi ammiratori tuoi, che pretendono che troverai modo di conciliar ogni cosa.
La lettera del 30 dicembre offre un interesse anche maggiore per noi, che dalla persona del Pinelli, riuscito eletto Presidente della Camera con grande maggioranza non per corruzione o minacce, ma piut­tosto per sollecitazioni ed anche per paura di perdere lo Statuto , il Monti che aveva annunziato all'amico la spedizione deìTHistoire des négociations ebe portarono alla pace con l'Austria, pubblicata da Leone Menabrea assurge a considerazioni politiche nelle quali, al disopra del Pinelli e di Massimo d'Azeglio, sono esaltate, naturalmente, la figura e J'opera del suo Gioberti.
Mi venne assicurato che [il Pinelli] neanche sarà Ministro, perocché uscì dal Gabinetto assai più per opera di Azeglio che non dell'antica maggioranza, anzi venni assicurato che sino a che vi rimarrà il D'Azeglio alla Presidenza Pinelli non ripiglierà portafoglio di sorta e ciò perchè quando Pinelli era al Ministero tanto questo quanto la politica che si praticava prendeva titolo e nome da Pinelli; insomma un po' d'ambizione c'entra dappertutto e forse qualche cosa di più che ambizione, forse ancora incompatibilità di umore, cosic­ché mi venne detto che il Ministero sinché avrà a capo il Massimo Taparelli non piglierà a coda Pier Dionigi Pinelli. Se la cosa è vera così, allora non vi sarebbe poi tanto a temere delle alleanze, perocché venni assicurato ancora che il D'Azeglio a qualsiasi costo non vorrà mai collegarsi né per offesa né per