Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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653
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n Vincenzo Gioberti e Vmu abate iJìovatwi Napoh'oiw Monti 653
diffcsa (sic) col Teutonico, ed avuto riguardo agli antecedenti suoi è faci! cosa il credere che sia veramente così. Ma intanto non si può vivere isolati* e certo sarebbe preferibile la solitudine ad una alleanza Austriaca* ed in questo caso non si sa intendere come la Francia abbia inviato a Vienna un ambasciatore ostile, mi dicono, agli interessi d'Italia. Ma tu ne sai assai più che i nostri volgari politici, e le tue profetiche parole mi danno molto a pensare intorno agli avvenimenti del prossimo 50. Non lascio però dall "unirmi teco a sperare che. Dio vorrà cessare da queste povere provincie italiane ogni lega politica colPÀustriaco, che certamente sarebbe la massima delle sciagure.
H Monti non manca di accennare allo stato di prostrazione degli animi ed ai pericoli futuri e di ripetere il suo ritornello prediletto ;
Tu solo, carissimo, eri nato per rifare quest'Italia e riporla in quel seggio a cui ritornerà di sicuro, specialmente mediante la tua dottrina, i tuoi consigli e i tuoi indirizzi.
Dopo qualche altra notizia riguardante le missioni fallite del Dàbormida e del Seyssel con l'Austria, il rescritto sulla cittadinanza al Mamiani firmato dal Re e poi sospeso, e dopo un accenno alla nota sottoscrizione, per la quale prometteva di rinnovare le sue sollecitazioni al Baracco, lo zelante corrispondente ritornava al tema che più gli stava a cuore:
Tutte le altre cose rimarranno qui a tua disposizione, aspettando il tuo ritorno. Voglia Iddio che non abbia da sospirar invano quel faustissimo giorno. Ma tu quando dici una cosa puoi mantenerla. E così ben ti assicuro che t;u coli'accennare al tuo ritorno in patria, mi apristi il cuore alle più liete speranze...
La lettera del 6 gennaio 1850 con cui il Gioberti iniziava l'anno nuovo in questa serie epistolare è densa di politica, cioè di notizie, di commenti e di passione.
... Ti ringrazio del libro.1) Leggendolo, mi persuasi che non avevo mal giudicato di cotesto ministero sin da principio. Il racconto di ciò che mi riguarda
i) Era il libro di Leone Mcnabrca di cui s'è parlato e del quale il Monti, nella lettera del 15 gennaio '50, che è risposta della presente, scriveva al Gioberti : Lodo il tuo divisamento di non dare importanza di sorta a questa produzione, aggiungendo: Mi spiace assai che D'Azeglio non abbia risposto all'ultima tua, parendomi che- l'onore d'una tua lettera è cosa tanto ragliarcele vole (sic) da esiggere (sic), mia risposta anche ai: Massimi . Ma poi cercava di rabbonire il Gioberti sul conto del D'Azeglio, spiegando e giustificando quel suo silenzio e ricordando che lo stesso D'Azeglio nell'Indirizzo agli elettori parlava di Ini, Gioberti, e dell'opera sua con venerazione e rispetto, mostrandosi d'averlo letto e ponderato. E continuava: E poi se tu guardi tra le lettere che ti ho mandato, ce n?è pur una del D'Azeglio che io vedendola firmata da lui nel