Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <656>
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656
Vittorio Gian
Vidi il Gorresio 1) che non ha ricevuto lettere dal Battaglione né per sÀ né per altri. Egli ti saluta e attende di forza alla traduzione dell'abate Vulmici, buon prelato e assai più savio che quelli di Portici e Gaeta.
Parigi è tranquilla. Se il presidente o l'assemblea non fanno qualche nuova coglioneria (come quella dell'atterrare gli alberi della libertà) non è molto probabile che per quest'anno la tranquillità pubblica Bia per essere inter­rotta. Se già il disordine non verrà da Lione, in cui l'agitazione si fa ogni di più grave.
Son pienamente d'accordo teco che il dado della libertà d'insegnamento è un tiro gesuitico. Balbo fu sempre un po' gesuita per gl'influssi donneschi e il genio patrizio.
Cavour si ride dei Padri; ma li crede utili per attutare il socialismo e la democrazia minacciante
Trascuràbile, il restante della lettera, non così il Poscritto:
In un momento di ozio, fammi il piacere di veder se tra i libri di scarto si trova un opuscoletto di Pinelli sulle cose passate nella nostra prima sessione legislativa; e un'operetta di Tommaseo su s. Giuseppe Calasanzio.2)
A proposito di quanto scrive il Gioberti sulla libertà d'insegna­mento, è da notare che le sue parole si riferiscono al seguente passo della lettera del Monti:
Non andrà.guari che la nostra Camera dovrà discutere la legge sull'Istru­zione secondaria e mi assicurano esservi nella maggioranza di coloro che vorranno la libertà d'insegnamento. Vengo anzi assicurato che il Kebour (sic) sarà di questi3) alcuni mi suppongono che lo stesso Balbo parlerà in questo senso. Io per me credo che una tale deliberazione qualora venisse ad ottenere l'assentimento del Parlamento, sarebbe esiziale della stessa libertà, non essendo noi giunti ancora a tal segno di maturanza da non dover paventare gli eccessi.
i) U noto sanscritista piemontese che attendeva in Parigi alla edizione e alla traduzione del RSmayana dì Vaiatilo. Si veda la commemorazione fattane da ITALO PIZZI nel voi. XLH, 1906-7 degli Atti della Reale Accademia delle Scienze.
Con l'accenno ai prelati di Portici e di Gaeta il Gioberti alludeva alla Corte pontificia di Pio IX.
2) Quanto al Pinelli deve trattarsi quasi certamente dell'opuscolo: Alcuni schiarimenti ai miei concittadini ed una querela al Ministero, Torino, Stamperia Sociale degli Artisti tipografi, 1849. Dello scritto del Tommaseo sarà parola più oltre.
') aKebour non pu essere che il nomignolo d'un deputato, risultante dalla deformazione del nome vero: il quale 5 probabile àia quello del Cavour, pronunziato un po'all'inglese. Uno scherzo, dunque, fondato sullu nota anglofilia del grande statista, sfruttata dai suoi avversari, i quali gli avevano anche affibbiato l'appellativo di Mylord Camillo .