Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <658>
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Vittorio Clan
e scomposte un fine di nazione . E passando dalla piazza alla Camera, continua, a proposito della legge Siccardi:
La legge è in discussione. Balbo sta pel foro [ecclesiastico] e non vi sa tro­vare opportunità; e poi ei dice: un privilegio che durò da tanto tempo, qual premura di toglierlo in questi frangenti? Il buon Conte non si avvede che se l'aver avuto si longa vita un privilegio è un titolo di resistenza, quanto più lo si lascierà invecchiare tanto più accresce forza all'argomento. Ond'è che ée non vi ha ragione di toglierlo addesso (sic) per la sua longevità, sarà ancor minore di qui a venti anni. La legge passerà alla Camera elettiva, non si sa però a qual sorte sia riservata al Senato. Generalmente non si grida contro la legge, ma si bene il fare senza il Papa e molto più. per quel trinciare sulle feste. Cavour ha fatto un discorso in favor della legge e dai giornali vedrai ogni cosa.
Quanto ti scrissi della dedica al Pallial) era anche dietro suggerimento di Ghiringhello,2) che ti è affezionatissimo. Non si vorrebbe che i tuoi nemici ti facessero parere suscettibile di basse e piccole passioni che noi tutti sappiamo non aver albergato mai in tuo cuore. Lasciarla quella dedica sarebbe quasi un pigliarsela contro le ceneri del Magnanimo, e siccome tratterebbesi di un affare più di circostanza che di altro, così sembra che se ne potrebbe prescin­dere. Non v'ha dubbio che in altri scritti ti capiterà assai spesso di parlar di C. A.(1berto) e allora gli darai ex-professo il fatto suo, ma incidere epigrafi­camente quell'appellativo riguardante un oggetto dubbio, pare si nutrano non troppo spregiudicati sentimenti. Eccoti la cosa, quello che ti scrivo non è a saputa di nessuno, cosicché tu sarai giudice della opportunità.
La lettera si chiudeva con due notizie di cronaca, politica l'nna, filosofico-polemica l'altra:
Qui si è in grande apprensione sia perchè i Vescovi pare abbiano prote­stato contro la legge Siccardi, sia perchè si teme che la S. Sede voglia scomunicare la Camera coi Ministri. L'Arcivescovo di Torino giunse a Pienezza (sic)i si dice che diramando una pastorale encomiativa dello Statuto e dichiarativa di sua adesione alle instituzioni liberali, gli si darà facoltà di venire a Torino.
3) La famosa dedica della Teorica. Nel febbraio del '46 il Gioberti, scrivendone al Pinelli, al quale dava carta bianca quanto alla Teorica o a tatto il resto , alludendo alla ristampa di essa, lo avvertiva: Ci aggiungerò però una prefazioncina, per dire al lettore chela mia opera non vale un fico; onde invogliarlo a leggerla. E per dire due parole di Pallia; onde supplire alla dedica die converrà scartare . (Lettere di Vincenzo Gioberti a P. D. Pinelli. Torino, 1913, pp. 171-2).
2) Giuseppe. Altro sacerdote del grappo giobertiano, che tenne la cattedra di Sacra Scrittura e di lingue orientali all'Università di Torino, e fu membro di quell'Accademia reale delle Scienze. È nota la parte che il pio e dottissimo sacerdote, come ben lo designa N. BIANCHI, St. della diplom., >-M., VI, 365, bbe negli ultimi giorni, anzi negli ultimi istanti, del ministro di Santa Rosa.