Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <661>
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Vincenzo Gioberti e Voti, ubate Giovanni Napoleone Monti 661
come documento della passione esasperata e tenace che all'errava l'Esule in certi momenti con un crescendo le cui tracce rimarranno fin troppo frequenti nel Rinnovamento. Passione, che è in gran parte orgoglio ferito, e pessimismo a volte violento, si rivelano anche in queste pagine non giusti consiglieri.
Mio carissimo. Ho ricevuta la quietanza del Pinelli. H Daelli ridusse le 1600 a 1500, e io ho accettato, ma con patto che me le paghi tutte dentro lo spazio di un mese, e non in più partite, com'ei vorrebbe. Se non gli piace, romperò ogni pratica, perchè traeste lungherie cominciano a infastidirmi.
Mi è impossìbile rinunziare alla dedica o modificarla. La memoria di Pallia mi è sacra, e mi farei scrupolo di arrossire di quel piccolo tributo di ami­cizia. Quanto più fu abbandonato e bistrattato dagli uomini, tanto più debbo onorare e venerare il suo nome. Né un'inscrizione si può mutare e correggere, come un altro scritto, perchè avendo valore quasi di monumento (se questo nome è applicabile a cosa sì tenue) dee essere conservata, come fu stesa a principio. Se il fatto accennato fosse falso, dovrei certo dichiararmene in una nota. Ma io lo tengo per verissimo, e mi fondo a così credere su molte ragioni che troppo lungo saria il riferire. E quando anche C.(arZo) A.(lberto) non fosse stato informato della cosa, la mia frase non lascerebbe di esser giusta, perchè le enormità commesse dai ministri per oscitanza del principe gli sono a buon diritto imputabili. Quanto alle dicerie che possono nascere dalla ristampa, ben sai che io me ne rido, e che, ben lungi dal recarmele a disgusto, ne piglio divertimento. Agli Orientali torna gradito il raglio degli asini; così a me riescono saporitissime le critiche dei Subalpini.
Mi spiace che tu ti sei disagiato a comperarmi il Leibniz. Questo è un eccesso di cortesia. In penitenza, ti riterrai l'altra copia. Cancella l'epigrafe che porta, e scrivici questa: Napoleoni Montio amicorum facile principi.
Che i presenti ministri non abbiano inventata la polvere, è cosa almeno probabile. Ma la sostituzione del Dabormida e del Pinelli sarebbe come un cadere dalla padella nella brace. Il primo non ha altro merito che quello di aver malissimo condotti i negoziati della pace. Quanto al secondo, s'egli rimonta in sella, non finirà Tanno che saremo Austriaci.
Lessi con piacere la difesa del Demargherita. Io non l'ho mai creduto sostanzialmente colpevole, avendo saputo certi secreti che costì forse da molti s'ignorano. Ricordati del testo oraziano: progeniem. Tu lo vedrai verificarsi sempre meglio di mano in mano.
Povero Piemonte!...l)
1) A chiarimento dell'accenno al cav. Demargherita, exministro di grazia o giustizia, è bene sapere che qui il Gioberti allude all'opuscolo pubblicato dal detto barone sin dai primi del gen­naio, relativo all'atto di legittimazione della figlia del marchese Serra. Fa onore al Risorgimento cavouriano, l'avere, nel numero del 7 gennaio 'SO, in prima pagina, fatto piena ammenda