Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <663>
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Vincenzo Gioberti e Von. abate Giovanni Napoleone Monti 663
Ma chi è cotesto Zarelli? Donde è sbucato? Dove annida? A quale specie della zoologia monastica appartiene? "È egli cappuccino 0 cordigliero o zoccolante? Ovvero gesuita? E coma va che il libro ha la data di Parigi?
Frate ZareDi è cugino germano di Fra Curci. Gareggia seco di sapere filo­sofico e teologico e di mala fede. Tronca i passi e dà loro un senso contrario a quello che ricevono dal contesto. Si chiarisce ignorante dei sistemi, delle dot­trine e perfino dei termini che adopera. Rispondergli ex professo sarebbe una perdita di tempo e di decoro. Ma per accessorio e quando ne avrò occasione, gli darò un carpicelo :' caro il mio* frate !
Non mi stupirebbe però che il libro, non" ostante i suoi pregi, facesse effetto a Portici, oggi principalmente che Pio nono ci ha chiamata la sua balia (Forse per consigliarsi seco? 0 per tornare alla poppa?). L'innocenza del buon papa nelle cose scientifiche sarà sedotta dalla dottrina del Zarelli. I frati dell'Indice son veramente più maliziosi; e il Degola, il Buttaoni sono due furbacci. Ma essi anteporranno la grazia del concistoro a quella di Dio, benché il Buttaoni parli solo di quest'ultima nella sua lettera al Rosmini.
Io frattanto sto aspettando l'esito di tutti questi pasticci con quella impa­zienza che si prova nell'attendere un passatempo di gusto. Dico di gusto, per ciò che mi concerne; giacché mi duole all'anima del danno che ne torna alla religione. Pio nono non si accorge che dando orecchie al Cadolino e a' suoi pari, fa più male alla Chiesa di Cadolo antipapa!
Ma i miei libri sono una misera inezia, e la mia persona è invulnerabile. Se Iddio non fa qualche miracolo, caro Monti, vedrai cose orrende.
Ringrazia l'Aporti del dono. Lessi con piacere il suo scritto, e ne ricapitai le copie destinate. Le mie idee si accordano sostanzialmente colle sue; ma ci ho trovato un'eresia madornale. Come gli dà il cuore di antipor Cristo alla Madonna? E di passare in silenzio l'immacolata Concezione?
La legge proposta dal Siccardi è ottima, benché fosse incompiuta da qualche Iato. Ma ad ogni modo essa farà gran prò alla religione bene intesa...
l) Questo sfogo del Gioberti, nella forma, a Ini prediletta, della freddura con gioco di parole, trova la sua spiegazione in un precedente storico. H diligentissimo PBUNAS in certa
Aggiunta fatta nel voi. Ili del Carteggio Tommaseo-Capponi (pp. 277-8) ad una lettera del Tommaseo, del 26 novembre 1847, pubblicai a nel voi. II pp. 573 sg., richiamò l'attenzione su una lettera del Gioberti al Montanelli, del 17 novembre dello stesso anno, nella quale il filosofo pie­montese si lagnava, vivamente deplorando, che in uno scrìttarello di poche pagine attribuito al cardinale Cadolini, arcivescovo di Ferrara , si citassero, traendoli a sensi poco cristiani, certi passi del suo ultimo libro. Ma a questo proposito getto una luce poco simpatica sul Tommaseo la lettera citata del 26 novembre, nella quale il dalmata narra, largamente e malignamente commentando, un invito a pranzo avuto in quei giorni a Ferrara, d'onde scriveva, dal detto cardinale. Manco dire, il Tommaseo coglie quest'occasione per isfogaxe il suo malanimo contro
l'autor del Primato, accennando ad uno slavo, avvocato dell'abate Gioberti e degli Ebrei di Ferrara e arrivando al punto di scrivere questo periodo scritto con la penna intinta nel
itele: Ma il Gioberti è più scriba e più giudaissante di qualche giudeo !