Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <665>
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Vincenzo Gioberti e Fon. abate Giovanni Napoleone Monti 665
Il che, per un sacerdote, che aveva l'aria di associarsi a quei fischi, non era piccola cosa.
Ma nel suo zelo il Monti toccava un tasto che era come un aggiungere legna al fuoco ; quello del Pinelli, designato qui in tono di scherno col nome di Pierino (diminutivo che in altri tempi suonava affettuoso) e denunziato ancora per la sua cosiddetta austrofilia, al quale intento serviva anche un aneddoto tendenziosamente interpretato. '
Era il caso di dire che il huon Monti faceva il realista più del re e senza Bisogno; anche perchè in una sua lettera precedente, del 12 marzo (che è la IX della serie puhhlicata dal Ferraris), il Gioberti lo aveva assicurato della sua ottima salute, chiudendo così:
e la procella pretesca, cardinalizia, gesuitica che mi rugge intorno, non altera punto né poco la serenità del mio animo. Io sarò un giorno terrihilmente vendicato, ma più dolente della vendetta che delle ingiurie.
Intanto però egli preparava la vendetta .
Ad accenderlo sempre più. contribuiva ancora il suo corrispondente torinese, sebbene questi dopo toccato delle note gesta d'intolle­ranza spavalda dell'Arcivescovo Franzoni ritornato alla sua sede, e della legge Siccardi, nell'accennare alle voci correnti di cambiamento di Ministero e di un possibile ritorno del Pinelli, il quale si diceva non volesse entrare, se non uscito il d'Azeglio sembrava disposto a mettere dell'acqua nel suo solito vino antipinelliano. Infatti scriveva :
Da ciò tu potrai avvederti che non veggo cogli stessi occhi. È lungo tempo che io non parlai a Pierino, ma tengo per sicuro che può errare per ignoranza,
1) Scrìveva il Monti: a Veniamo a Pierino. Comincio anch'io a credere che abbia delle predilezioni per l'Austria. Giorni sono vi ebbe radunanza dei Deputati della maggioranza in casa Bencvello con intervento del D'Azeglio. Pinelli uscì inori dicendo che il Piemonte uscisse dal suo isolamento, cercando alleanze al di fuori; che al Piemonte non conveniva unirsi che a governi che avessero cara la legittimità, che tale non era per fermo la Francia, ove il governo era pericolante e che perciò bisognava cercarla altrove. Indovinala mo' il federato di Pinelli? La Russia, ex disse, è la potenza che è fedele a questo principio, e credo abbia soggiunto: la Spagna anche e Napoli. In una parola il buon Pierino fece prova di astuzia non parlando dell'Austria, ma non potè darla ad intendere a' suoi colleghi : Una sua proposta a tale riguardo fu male accolta dai congregati e respinta dal Ministero dopo che il D'Azeglio confutò l'ora­tore nordico * e conchiuse che nei momenti in cui ci troviamo qualsiasi deliberazione sarebbe stata intempestiva, mostrando chiaramente le sue simpatie per l'Inghilterra . Non contento di ciò, il Monti per suo conto conchiudeva. : Tu dunque hai ragione di credere che Pierino cor­teggia l'alleanza Austriaca e che fa all'amore con Radctscki e che la caduta di Massimo sarebbe una calamitai . Si veda oome l'onesto Massari, in una lettera del 20 aprile di quel-Fanno, al Gioberti, cercasse di mettere le cose a posto; ma invano, che ormili l'Esule aveva piantato quel chiodo. Cfr. Carteggio Gioberti-Massari cit., p. 446.
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