Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <669>
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Vincenzo Gioberti e Fon. abate Giovanni Napoleone Monti (J69
Calasanzio11 e gli annunziava l'invio della Civiltà cattolica, facendogli, al solito, un po' di cronaca d'attualità politica :
Il Papa è a Roma; non tutte le corrispondenze io fecero arrivare festeg­giato ugualmente. Faccia Iddio che le cose volgano in bene. Le tue profezie mi fanno abbrividire... A proposito del Re non puoi immaginarti quanto si travagliarono gli antisiccardiani per distoglierlo dal firmare la legge del Foro. Mi si narrò che avendovi apposto la firma, giunse un messaggio da Moncalieri con lettera della Madre che lo scongiurava quasi in pegno di amor figliale di non ratificare quella legge, minacciandolo per giunta di guaì gra­vissimi in caso contrario. Disse il Re a Siccardi che quand'anche non Pavesse ancor firmata, pur la firmerebbe, ma che non poteva celargli, che tante sono state le insidie, tanti i dispiaceri sostenuti per quella legge che non gli reggeva più l'animo di tornare a Moncalieri, ove a vece di trovare le domestiche delizie toccavangli grandi amarezze e disgusti. Da quel che si dice, egli si tiene fermo nel proposito di volere ad ogni costo mantenere lo Statato.
Quanto al Baracco, reo di tenerezze verso il Pinelli, il Monti osava, timidamente, tentare di giustificarlo. Premetteva, prudente, che con lui non aveva avuti mai, a dirti il vero, grandi relazioni ; e soggiungeva:
Però, se ha qualche peccato, è di semplice forma, e sotto questo aspetto tornerebbegli utilissima la lezione del buon Aporti.
Anche osava scrivere:
Pierino poi, ritieni pure che ha cuore buono, ma forse è troppo ambizioso, forse presume di troppo nelle proprie facoltà, e quel che è ancor più sicuro, forse tutti questi suoi errori partono dalla gran paura che ha del socialismo e della demagogia. Quello che ti posso assicurare si è che darebbe mezzo se stesso per tornar teco negli antichi termini di amicizia.
Almeno tale è il mio giudizio, che io sottometto tuttavia al tuo. Come vedi, non disapprovo neanche per lui il magistero degli asili e la pedagogia dell'Aporti. Che cosa vuoi riprometterti da un uomo spaventato? Qui si dice per suo onore, che egli almeno si oppose ai progetti di reazione del Delaunay.
l) Si capisce conte nel gran macchio dei libri lasciati dal Gioberti a Torino potesse sfug­gire alle ricerche di d. Napoleone quel librettino di 38 pp. in-8 piccolo (9 X 15 centim.) che, più fortunato di lui, ho potuto rintracciare fra le miscellanee Sclopis possedute dalla Biblio­teca della Reale Accademia delle Scienze, col titolo: Vita di S. Giuseppe Calasanzio fonda-tore delle Scuole pie scritta da Nicolò Tommaseo e corredata di brani, ed autentiche lettere scritta dal medesimo Santo, Roma, 1847.