Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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670
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670
Vittorio Ciati
Dello stesso mese d'aprile, e precisamente del 29, è un'altra lettera del Monti, nella quale merita d'essere notato il passo contenente una confidenza fatta allo scrivente da persona che aveva parlato con Re Vittorio e lo aveva sentito accennare a voci riguardanti li Gioberti e a certi propositi di questo a lui ostili:
Ieri l'altro incontrai per caso il cav. Miclielotti direttore dell1 Accademia Militare, il quale era stato il giorno prima dal Vitiosiorem, n e venuto il discorso sopra di te, gli disse che avevanlo assicurato che tu gli scrivevi contro, della qual cosa parve al Miclielotti ei si mostrasse molto temente, perocché lo assicurava che dal conto suo faceva tutto ciò che poteva e sapeva per il bene, e se non poteva far tutto, a lui non ne toccava la colpa. Non è a dire che il Miclielotti assicurollo senz'altro che la cosa non era vera, e gli parve che da questa assicuranza abbia ricavato vero conforto.
Da ciò è facile l'accorgersi che vi è pur sempre qualcuno che cerca di diminuire il credito che egli ha di Te, perocché io so di sicuro che quando si tratta di affari un po' essenziali ei dice, chi sa come la pensi Gioberti.
La lettera del Gioberti, che manca di data autografa, ma alla quale una mano del secolo scorso assegnò, certo per buone ragioni, la data del 28 aprile, s'incrociò per via con l'ultima dell'amico, scrittali giorno seguente; e ha riferimenti non privi d'interesse alla penultima mon-tiana. L'accenno timidamente difensivo che il Monti aveva osato tentare del Pinelli, lungi dal placare i corrucci dell'Esule, non fece che aizzarlo ad uno dei suoi sfoghi più violenti :
Pinelli ha ragion di temere; ma dovrebbe pure dolersi e dolersi di sé medesimo, perchè egli è la cagion principale dei inali avvenuti e degli avvenire. Egli ripudiò due volte il soccorso della Francia quando potea salvare il nostro paese ; egli diede corpo alla mediazione, che per via di riscossa preparò e creò la repubblica di Mazzini; egli impedì di aver meco un conservatore che mi avrebbe sostenuto nel Ministero, e fu quindi causa della mia caduta; egli rigettò una seconda volta l'intervento in Toscana; e siccome dalla successione degli eventi di cui fu l'orìgine nacque la spedizione francese di Roma, e questa accrebbe qui a dismisura le forze del socialismo, si può dire senza esagerazione che la stolta politica di Pinelli rovinò non solo il Piemonte e l'Italia, ma la Francia e.l'Europa, e ha reso infallibile il trionfo universale della demagogia.
ì): Allusione maligna al motto, già incontrato, mordacemente perifrastico, desunto da Orazio (Carm., HI, VI, 48: Aetaa parentum peior a vis, tulit - Noa ncquiores, nox datnxoa -Progeniera vitioaiorem ), con cui il Gioberti soleva: alludere alle imprese galanti del giovine He.