Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <672>
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Vittorio Ciati
Una lettera del mese seguente, e cioè, del 7 maggio, attesta un crescendo ostinato nell'umor battagliero dell* Esule ;!) che ritor­nava con caustica tagliente sobrietà sugli argomenti prediletti: il Proemio polemico che preparava per la ristampa della Teorica il Vìtiosiorem e l'immancabile testa di turco, il Pinelli. Evidentemente il Binnovcanento si veniva maturando.
Carissimo[Napoleone,
Ricevo in questo punto dal Bocca (che non ho ancor potuto vedere) la tua lettera, quelle del Boglùio, la Civiltà cattolica (che eufemismo?) e i due indi­rizzi del Massimo e del piccolino. *) T" inchiudo due righe di risposta pel Santo Padre. Assicurati che nel mio discorso non vi sarà cenno né della proibizione, né della siccardiana, né della politica presente. Ci sono solo e alla sfuggita la mia politica passata, in modo forse che non ti spiacerà.s)
E rispondendo alla domanda rivoltagli dall'amico nella lettera del 29 aprile:
La è una favola ch'io pensi a scrivere sul Vìtiosiorem; ma é un'impostura o un'ironia ciò che egli dice in mio proposito.
Quanto al Pierino, credi pure che la logica dei fatti sarebbe andata come ti ho detto. Senza l'inerzia pinelliana, Mazzini cadeva; la Francia si facea onore in Piemonte ; gli Austriaci non mettean piede in Toscana; la spedizione fran­cese non avea luogo ; e il socialismo non avrebbe avuto occasione ed appiglio d'ingigantire come ha fatto. Oh Pierino ! Pierino 14)
i) Era lo stesso umore che il 4 dicembre '49 gli aveva dettato questa boutade caratteri­stica in una lettera al Salvagnoli : ... Io sto a meraviglia, e ho quasi rimorso della mìa buona salute fra tante miserie della patria. Ma che volete? L'interdetto di Gaeta mi fa ingrassare. Mi sento cosi ardito e vispo, che guai al cardinale Antonella semi capitasse tra le mani . {Ricordi biografia e Carteggio, ecc., voi. Ili, 1862, p. 455).
2) Il 16 aprile aveva scritto al Carutti : ... Avrei bisogno di avere qucll'indirizfco di Massimo D'Azeglio ai suoi elettori, in cui sì malmenava il ministero democratico, e l'indirizzo del Pinelli, pure ai suoi elettori, in cui si dava garbatamente del bugiardo a me ed ai miei riveriti colleghi . (Ricordi biografici cit., IH. p. 459).
8) Più tardi, il 16 ghigno, riscrivendo al Monti, lo avvertiva cosi a proposito dello stesso proemio: Spiacenti l'aspettativa che s'ba della Teorica. Il discorso che la precede sarà una zarellata, una filatessa di citazioni zaxelliane e mie, così fastidiosa che non so se dieci lettori avran pazienza di andar sino al fine. Come vuoi che si dica qualcosa di costrutto nel risponderò a una bestia ? ... . (È la lettera XI di quelle pubblicate dal Ferraris).
4) A questi scherni ingiusti contro il Pinelli e a queste esagerazioni suggerite al Gioberti dalla passione sempre ribollente nell'animo suo esacerbato, gioverà apporre il giudìzio sereno espresso dal Massari, che fa uno dei più devoti e sinceramente affezionati amici dell'Esule. Egli, nel parlare del nuovo ministero composto dal giovine Re Vittorio Emanuele, dopo l'abdica­zione di Carlo Alberto, ricorda che fra coloro che accettarono senza esitazione l'arduo incarico